In seguito alla pesante querelle prolungata e reiterata tra il presidente della Roma James Pallotta e una frangia irriducibile di tifosi giallorossi con il conseguente perentorio proposito da parte del tycoon statunitense di isolare questa tipologia oltranzista della tifoseria capitolina, un alleato insospettabile è giunto sui quotidiani nazionali ad esprimere solidarietà e appoggio nei confronti del patron della Roma, si tratta di Claudio Lotito il quale come prima cosa ha tenuto a specificare la sua annosa battaglia condotta contro gli ultras laziali: “Pallotta fa bene a isolare gli ultras. Io, che sono stato il primo a farlo, sto combattendo la stessa battaglia da dieci anni“.

La presa di posizione da parte di Pallotta si è radicalizzata al culmine dei ripetuti messaggi offensivi, molti dei quali “ad personam” ricevuti tramite social network e/o direttamente a Trigoria nei confronti dei quali il presidente romanista si è espresso usando parole durissime: “Ci vogliamo sbarazzare di chi non si comporta da tifoso. I veri tifosi non insultano e non tirano merda sui giocatori. Non sono razzisti e non sono violenti. Noi ci dobbiamo sbarazzare di loro“.

Lotito ha rincarato la dose stabilendo però dei distinguo ben precisi tra sana tifoseria e delinquenza da stadio: “Occorre però distinguere i delinquenti dai tifosi. Serve coraggio, serve una separazione netta tra le persone perbene e i delinquenti. Un fronte comune tra persone perbene, forze dell’ordine e istituzioni sportive per andare a sminare questi delinquenti. Gente che va trattata con il codice penale“. Secondo il presidente della Lazio il problema è di natura disciplinare e coinvolgerebbe istituzioni e forze dell’ordine nell’auspicabile tentativo di intensificare la collaborazione tra cittadini e Stato.