Diciannove anni. Lorenzo Costantini ha solo diciannove anni quando gli viene diagnosticata la “bestia”. Il nemico più difficile da affrontare. Una delle forme più aggressive e resistenti di leucemia: la linfoblastica acuta di tipo B Common Philadelphia positivo. Una malattia bastarda, capace di resistere alle cure tradizionali come la chemio ma anche a molti farmaci e al trapianto di midollo. Una falce che taglia la vita di chi ne venga colpito, spazzandone via sogni e speranze.

Ma Lorenzo non  si abbatte. Lui, nato e cresciuto a Lanciano, giovane promessa della squadra della sua città con l’obiettivo di fare del calcio il suo futuro, la sua professione, cerca di prenderla con ironia (come si evidenzia dal suo profilo facebook). Il 14 giugno 2013 il responso, dopo una serie di esami di routine sul crociato che si era rotto solo pochi giorni prima in seduta di allenamento. Un anno dopo Lorenzo continua a combattere contro il suo avversario più duro per poter tornare sul rettangolo verde, per poter giocare ancora a pallone.

Da Lanciano a Bologna. Adesso l’America. Perché il ragazzo, attualmente ventenne, dopo aver tentato ogni tipo di cura e usato ogni tipo di farmaco ha visto fallire persino il trapianto di linfociti T prelevati dalla sorella Roberta, ed ora deve andare dall’altro capo del mondo. La malattia è sempre presente e i suoi geni hanno avuto variazioni tali da rispondere per poco tempo e a poche terapie. Unica soluzione: un trattamento ancora sperimentale ma che ha ottime probabilità di riuscita presso un centro in America, a Philadelphia. Metodo CAR il suo nome, mediante il quale i linfociti T di Lorenzo verrebbero prelevati per essere modificati geneticamente ed essere riammessi nel corpo del ragazzo dopo 4 settimane.  La riuscita è sorprendente ma ci vogliono 600.000 dollari per poter effettuare il trattamento. Un vero patrimonio del quale Lorenzo non dispone.

Proprio per questo è partita l’iniziativa ‘Lorenzo facci un goal’, una raccolta fondi per la quale si sta muovendo tutta l’Italia del calcio e non. Una campagna di solidarietà, ricca di eventi, che permetta al ragazzo di raggiungere la somma necessaria per curarsi in modo adeguato. Una campagna cui è necessaria l’adesione di tutti  per permettere al giovane calciatore di vincere la partita più importante: quella per la vita.

(immagine di copertina e fotogallery by facebook)