Maggio aveva dichiarato che dopo il trionfo con lo Swansea (per approfondimenti clicca qui) e il pareggio con il Genoa (leggi qui la cronaca), obiettivo primario era vincere la gara con il Livorno, per poter approfittare del sapiente aiuto dell’Inter che nell’anticipo di sabato è riuscita a fermare la Roma. Non è andata esattamente così. Al Picchi regna sovrano il pareggio. Un 1-1 tra il Livorno e il Napoli che non serve assolutamente ai campani. Ancora una volta è una squadra medio-piccola a fermare la compagine azzurra. Ancora una volta i capitolini possono stare sereni.

Modulo che resta pressoché inalterato per Di Carlo, ma che parte con una maggiore copertura difensiva proponendo cinque difensori. Bardi tra i pali vede davanti a sé un reparto arretrato formato da Coda, Emerson e Ceccherini. A centrocampo Mbaye e Mesbah sulle fasce, Benassi, Greco e Biagianti centrali. In attacco la coppia Paulinho-Belfodil, quest’ultimo preferito ad Emeghara. Benitez (per approfondimenti clicca qui) preferisce invece Britos ad Henrique e il comparto offensivo secondo lo stile classico, con la sola variazione di Pandev nel ruolo di prima punta a sostituire Higuain squalificato.

Le due compagini partono con equilibrio. Il Livorno si presenta molto compatto e chiuso. Una bella occasione arriva per il Napoli dopo i primi dieci minuti, quando Pandev cerca un corridoio per Hamsik e Mbaye prova ad anticiparlo svirgolando il pallone sulla traversa. Dopo pochissimo è Mertens ad impensierire la formazione toscana che poi risponde con una punizione di Greco su cui Reina si mostra attento. La partita comincia ad accendersi ma sono i padroni di casa a soffrire gli inserimenti di Hamsik e i tagli di Callejon. Il grande destro di Mertens (foto by Infophoto) viene respinto dai pugni di Bardi. Anche Callejon piazza un sinistro a giro insidioso per gli uomini di Di Carlo che intanto non sono ancora riusciti a rendersi realmente pericolosi dalle parti di Reina. Trenta minuti e il risultato si sblocca: l’ingenuità di Ceccherini su Pandev costa cara alla compagine di casa, che subisce un calcio di rigore realizzato da Dries Mertens. Azzurri in vantaggio ma per poco. L’errore viene dalla fascia, completamente lasciata libera all’incursione di Mesbah che serve Mbaye: il pasticcio tra Britos e Reina causa il pareggio della squadra di Di Carlo.

Nessun cambio ad inizio ripresa. E’ Jorginho ad evidenziarsi in questa fase di gioco e ad innescare le due fasce del Napoli che trovano come unico impedimento l’attenzione di Bardi. La gara si fa più viva, con ritmi intensi e apertura di spazi. Dall’una e dall’altra parte ci sono imprecisioni e amnesie, ma è il lavoro dei portieri a mantenere inalterato il risultato. Molto bravo Pepe Reina ad accartocciarsi sul pallone calciato da Paulinho. Fa lo stesso Bardi sul colpo di testa di Hamsik. Mertens manca l’obiettivo di pochissimo, ci prova anche Inler dalla distanza. Benitez fa scaldare Insigne: il giovane attaccante entrerà al posto di Pandev, anche oggi non al top. Il Livorno si rende pericoloso con Paulinho a cercare Greco, ma è Jorginho ad evitare il peggio e a strappargli letteralmente una palla ghiottissima. L’italo-brasiliano continua a rendersi protagonista, ma nulla può davanti alla bella azione di Belfodil che sbaglia il sinistro con Reina. I toscani si accontentano del pareggio ma quando ripartono riescono a fare la voce grossa. Belfodil lascia il posto ad Emeghara, Benitez si gioca la carta ‘Zapata’, mentre Di Carlo cerca maggiore copertura con Duncan. Che pallone invitante perde Zapata, una vera e propria finezza di Mertens che al movimento dell’attaccante si mangia letteralmente le mani. Al triplice fischio il risultato resta fisso sull’1-1, per un pareggio importantissimo per la squadra di Di Carlo, ma che per il Napoli rappresenta l’ennesima occasione sprecata per avvicinarsi ai capitolini.

A cura di Maria Grazia De Chiara