Due giornate fa e un primo turno di Europa League da incubo il neo-tecnico dell’Inter Frank De Boer era già sulla graticola mentre sono bastate due vittorie in campionato, contro la Juventus (certo, non una squadra a caso) e contro l’Empoli per portare i nerazzurri al terzo posto, condiviso con la Roma e un sempre più sorprendente Chievo (contro il quale proprio l’Inter aveva incontrato la sconfitta nella prima di Serie A) e per far ricredere giornalisti e (alcuni) tifosi sul lavoro dell’olandese e il valore dell’Inter.

Serviva in sostanza una conferma, dopo l’importantissima sfida vinta con la Juve, che desse qualche ulteriore certezza sul livello attuale dell’Inter di De Boer e questa conferma l’ha data il capitano Mauro Icardi, sempre lui e sempre più uomo squadra che, autore di una bella doppietta, ha trascinato l’Inter al Castellani verso il successo. L’impressione è che la direzione sia quella giusta, con un gruppo che, in perfetta sintonia con l’allenatore, sta crescendo di giornata in giornata, anche se va rilevato che ancora l’Inter è ben lungi dall’essere una squadra totale e totalizzante perché, nonostante lo svantaggio di due reti, l’Empoli la partita l’ha giocata fino alla fine mostrando un buon livello di gioco e rendendosi spesso pericolosa. Sarebbe bastato un pizzico di cattiveria in più per riaprire il match in qualsiasi momento.

L’inizio è impressionante per entrambe le compagini che pressano alto per tutta la prima mezzora di gioco. Questo tipo d’impostazione e di strategia avvantaggia però più l’Inter che ha più qualità e più rapidità nei movimenti, e grazie alle giocate di un sempre più integrato João Mario, di Candreva e di Perisic, riesce a mettere in seria difficoltà la retroguardia empolese. E infatti i nerazzurri mettono già il risultato in cassaforte dopo soli 17 minuti dall’inizio del match. Unico neo i tanti cartellini gialli rimediati nei pochi minuti di gioco, un prezzo un po’ alto da pagare – soprattutto perché peserà nelle giornate a venire – per questo tipo di gioco.

L’Inter poi cambia strategia amministrando il risultato e aspettando l’Empoli che reagisce ma non è capace di fare veramente male all’avversario. Cala l’intensità e la tensione per la squadra di De Boer nel secondo tempo, è questo è sicuramente un aspetto sul quale lavorare perché le partite durano 90 minuti e una grande squadra se vuole essere tale non può lasciare il pallino del gioco agli avversari, che non sono sempre l’Empoli. In questa circostanza è mancata decisamente l’intelligenza tattica di Banega, un giocatore che oltre a mettere ordine, sa anche dettare tempi e ritmi. Sa leggere e interpretare bene le fasi di gioco, il che significa sapere quand’è il momento di spingere sul pedale dell’acceleratore e quando invece decelerare per addormentare il gioco, mentre nell’ultima mezzora l’Inter è sembrata troppo in balia degli uomini di Martusciello. Ultima nota: rimandato l’esordio di Gabigol in maglia nerazzurra perché c’era stanchezza e a De Boer servivano forze a centrocampo.