Sfida inedita, almeno tra quelle ufficiali poiché c’è stato un precedente proprio nella pre-season estiva vinta dall’Inter per 4-2, la partita del Braglia tra il neo-promosso Carpi e la squadra nerazzurra con l’Inter che torna a Milano col bottino pieno grazie a una doppietta di Jovetic che, dopo il match con l’Atalanta alla prima giornata, toglie ancora le castagne dal fuoco a Mancini regalando una vittoria in extremis e soffertissima – soprattutto nel secondo tempo – con la trasformazione di un rigore (netto, su atterramento di Guarin travolto da Gabriel Silva) all’89′. Inter dunque a punteggio pieno a ridosso della prima sosta di campionato, aspettando il derby col Milan alla terza giornata. Unica big in vetta alla classifica.

Si può non indebitamente godere di questo status, per ora, in un inizio di campionato nel quale vincere conta più che convincere. Perché quanto a convinzione l’Inter presenta riserve ancora ad ampio spettro. C’è però un fattore mentale che sta germogliando in seno alla squadra, che è poi quello che Mancini ha cercato di instillare fin dal suo arrivo in casa Inter, ovvero la ricerca insistita della vittoria. La “vecchia” Inter probabilmente si sarebbe fermata, stremata, all’1-1 o peggio. La “nuova” Inter, subito il pareggio del Carpi, si è riversata in avanti con le ultime forze residue alla ricerca del risultato.

Nel complesso non è stata una bella Inter e gli emiliani di Castori hanno confermato le difficoltà espresse dall’Inter con l’Atalanta di fronte a squadre che si difendono rinunciando a giocare a viso aperto. Si conferma anche tutta quella fatica e quell’affanno nel manovrare per cercare soluzioni offensive. Spesso manca il ritmo giusto, spesso il giocatore che salta l’uomo per creare la superiorità numerica, spesso – come ieri – la precisione (Guarin, Brozovic e Kondogbia, insieme il motore propulsore della squadra, hanno sbagliato diversi passaggi, anche in appoggio, perdendo parecchi palloni), ancora più spesso l’ultimo passaggio, l’invenzione decisiva. L’inter riesce ad andare in gol alla mezzora ma senza essere mai stata pericolosa e incisiva per 30′ abbondanti di gioco. Tra l’altro su errore imperdonabile di letizia che si fa prendere alle spalle da Jovetic con il montenegrino che si sta rivelando sempre più uno degli acquisti più indovinati e sempre più leader del gruppo. Tre reti dell’Inter finora, tutte sue.

Il tema tattico di Castori lo si conosceva. Densità a centrocampo (il 3-5-2 annunciato non era casuale), attesa dell’errore dei palleggiatori interisti e pressione sugli stessi per ripartenze veloci e inesorabili, come dimostrato lo scorso anno nella serie cadetta. Una strategia che avrebbe senz’altro potuto pagare poiché l’Inter stanca del secondo tempo a un certo punto ha smesso di giocare lasciando troppa iniziativa a un Carpi determinato che, trovato il pareggio con il nuovo entrato Di Gaudio all’81′, ha tentato anche il colpaccio visto che rimaneva tempo sufficiente. Mancini dovrà approfittare della pausa e lavorare ancora tanto su questi preoccupanti cali di tensione e passaggi a vuoto, poiché col Milan si alza da subito l’asticella delle difficoltà.