Battuta d’arresto significativa dell’Inter che subisce al Meazza la seconda delle tre sconfitte finora incontrate in campionato contro una Lazio che decide di risorgere proprio nel match sulla carta più difficile di quelli in programma in questo finale del girone d’andata. La vittoria in Coppa Italia contro l’Udinese e la qualificazione ai sedicesimi in Europa League hanno indubbiamente inoculato nel club biancoceleste quella giusta dose di fiducia per fare quadrato sul campionato tornando a ricompattare le forze e ritrovando quelle energie psichiche dissipate lungo una serie di partite tutt’altro che brillanti. I due punti nelle ultime sette partite disputate parlavano chiaro.

L’Inter invece, dopo un apparente tentativo di fuga, ferma la sua corsa scudetto e perde punti nei confronti delle dirette inseguitrici Fiorentina, Napoli e Juventus, un trio che non ha esitato a segnare un +3 sul proprio ruolino di marcia. Una solidità che comincia un po’ a sgretolarsi viste le tante ingenuità mostrate a San Siro contro questa Lazio ben più coriacea e pragmatica. Errori difensivi, percentuale altissima di passaggi sbagliati e uno sciagurato intervento di Felipe Melo su Milinkovic-Savic che ha regalato il gol vittoria alla Lazio grazie al rigore realizzato su ribattuta di Handanovic da Candreva, autore per altro di uno splendido gol a inizio gara.

Nerazzurri che in sostanza faticano a riprendere in mano le sorti di un match volto a proprio svantaggio dopo la rete dell’esterno laziale. Un primo tempo nel quale l’Inter non riesce proprio a entrare in partita, anche grazie a una Lazio molto compatta e attenta. Disastro sulla fascia destra dove Montoya e Biabiany non comunicano né tra loro né con il resto della squadra. Jovetic si dà un gran da fare ma, anche in questo caso, il dialogo con l’altra punta Icardi è prossimo allo zero. Fortunatamente il reparto difensivo funziona riuscendo ad arginare le controffensive biancocelesti.

Nel secondo tempo l’Inter alza il ritmo alla ricerca affannosa del pareggio. L’ingresso di Ljajic e Brozovic danno qualcosa in più in termini di fluidità di manovra e imprevedibilità nelle zone offensive. La caparbietà dell’Inter riesce finalmente a trovare il pari tramite una sontuosa combinazione Perisic (fino ad allora molto disordinato)-Icardi (che si ricorda di essere il capocannoniere della scorsa stagione), ma alla squadra allenata da Mancini manca quell’autorità necessaria per risolvere a proprio favore la partita.

Riaffiorano allora i fantasmi e le insicurezze della vecchia Inter, o di quella abulica sconfitta in casa dalla Fiorentina, e alla fine ci pensa Melo a chiudere in bellezza (si fa per dire) una serata costellata dagli errori, prima con la “perla” su Milinkovic-Savic e poi con l’espulsione per il fallaccio su Biglia.