Dopo la prima sonora sconfitta in campionato, al culmine di una serie di cinque vittorie, l’Inter rallenta ulteriormente la sua corsa in classifica fermata a Marassi sull’1-1 dalla Sampdoria. A Genova i nerazzurri si scrollano di dosso il fardello psicologico dell’orrenda prestazione offerta al Meazza contro la Fiorentina (ora capolista in solitaria), però sul piano del gioco l’Inter evidenzia ancora grossi limiti, soprattutto in difesa dove l’assenza di un giocatore d’esperienza come Miranda si fa sentire. Anche la manovra risulta spesso lenta, macchinosa e inconcludente e l’undici di Mancini mostra oggettive difficoltà anche con squadre che giocano prevalentemente in ripartenza.

E avendo mutato pelle dopo il cambio di panchina tra Mihajlovic e Zenga, la Sampdoria è proprio la classica compagine che attende l’avversario nella propria metà campo per poi approfittare degli errori e ripartire a gran velocità sfruttando la rapidità fulmicotonica di Eder e Muriel. E da questo punto di vista l’Inter difetta ancora tanto negli ingranaggi di gioco sbagliando parecchi passaggi, soprattutto tra il centrocampo e la trequarti. Notevole, come sempre, il lavoro di raccordo di Perisic che, in assenza di Jovetic (altro giocatore chiave di questa nuova Inter), è quello che dalla trequarti torna indietro ad interdire, recuperare palloni, prendere i passaggi e proiettarsi in zona offensiva dando man forte al dinamico Palacio e all’impalpabile Icardi (almeno fino all’assist per il gol del croato), l’atteso ex di turno.

Non era iniziata bene per l’Inter perché nel primo quarto d’ora ha rischiato di subire gol a raffica col fioccare delle occasioni della Samp, tra le quali una incredibile di Correa che spara fuori da due passi con la porta completamente vuota. L’Inter tiene botta durante il primo tempo ma fa una gran fatica ad arginare il contropiede dei blucerchiati e, nonostante controlli il gioco, non riesce a essere incisiva. Il vantaggio di Muriel poi è arrivato dopo cinque minuti dall’inizio della ripresa a gelare i nerazzurri che sembravano ripartiti col piglio giusto. L’Inter però reagisce e da quel momento in poi si riversa stabilmente in avanti.

Mancini effettua poi dei cambi per rendere maggiormente offensivo il dispositivo d gioco nerazzurro che ormai ha totalmente spostato il baricentro in avanti, assumendosi i dovuti rischi. Con l’ingresso di Biabiany, Manaj e Ljajic, una volta raggiunto il pareggio, l’Inter vuole portarsi a casa a tutti i costi i tre punti ma è brava la Samp a reggere l’urto. Non è un’Inter bellissima ma lo spirito è quello giusto, soprattutto per provare a cancellare definitivamente la notte viola di San Siro.