Dopo ben 6 anni di digiuno (gira e rigira si finisce sempre col rimembrare l’Inter del Triplete, o dell’immediato post-Triplete) i nerazzurri tornano a battere l’Udinese al Meazza grazie a una doppietta di Jovetic e al sospirato primo gol con la nuova maglia per il “cittadino” Eder. Una sorta di match dei “ritorni” dunque con Mancini che inoltre torna ad avere la meglio su De Canio negli scontri diretti. Soprattutto è stata una gara intensa e, per buoni tratti, spettacolare perché le due squadre se le sono date di santa ragione affrontandosi senza tatticismi ed eccessiva timidezza.

D’altronde per entrambe vincere era l’unica cosa che davvero contasse (tanto per prendere in prestito uno slogan altrui). Finché l’aritmetica non sancisce salomoniche sentenze all’Inter rimane ancora accesa la speranza. E una vittoria del Napoli all’Olimpico contro la Roma ad esempio aiuterebbe. Ma 1. bisogna vincerle tutte fino alla fine e 2. occorre che la Roma perda o pareggi. Situazione estremamente complicata, per non dire utopistica. L’Udinese necessita di punti per la quota salvezza, e stop.

I padroni di casa però partono male, imballati nei primi minuti e messi pure male in campo con Brozovic defilato sulla fascia destra, Biabiany a sinistra e Icardi che nel primo quarto d’ora non tocca un pallone. Lo tocca al contrario Thereau e lo fa benissimo mettendolo alle spalle di Hanadanovic imbeccato da un perfetto assist volante di Badu che lo trova in area abbandonato da tutta la difesa interista.

È una scossa che all’Inter serve, quasi per paradosso, per ritrovare consapevolezza e gioco. Infatti di lì in poi serra i ranghi difensivi, riposiziona i giocatori e comincia ad assumere il controllo delle operazioni. L’Udinese però non ha nessunissima intenzione di stare a guardare e, specie sul versante destro, riparte spesso come una furia con un Widmer in gran serata. Fortunatamente dall’altra parte ci sono due giocatori che ritrovano convinzione e ispirazione e da soli riescono a fare la differenza là davanti. Sono Jovetic e Icardi.

Entrambi hanno qualcosa da tirar fuori, forse l’esigenza di riscatto di un’annata un po’ così. Probabilmente anche la voglia di rispondere alle numerose critiche piovute nell’arco di un’intera stagione, sulla convivenza di coppia, di dimostrare a tutti che loro possono non solo coabitare nell’attacco nerazzurro, ma farlo anche da fenomeni. E allora Inter-Udinese diventa l’occasione giusta per togliersi qualche soddisfazione, addirittura invertendo i ruoli, con l’argentino rifinitore e il montenegrino goleador. Roba da matti, Roba da Inter, insomma. E poi c’è spazio – per l’appunto – anche per Eder che, in un finale thrilling (come si conviene alla consueta pazzia nerazzurra) nel quale l’Inter rischia di subire il pareggio in extremis se non fosse per Sant’Handanovic che salva su botta sicura di Zapata sotto misura, la butta dentro all’ultimo secondo.