Dopo il match del Meazza contro la Juventus nella semifinale di Coppa Italia, dal valore più specificamente psicologico che come esito in sé (visto che poi a qualificarsi per la finale contro il Milan sono stati i bianconeri grazie alla precisa serie dei rigori), l’Inter sembra davvero risvegliata – e finalmente – da quell’improvvido torpore che le ha fatto perdere punti in classifica, autostima e fiducia dopo un inizio di stagione piuttosto convincente. Quel 3-0 alla Juve nell’ambito dei 120 minuti (tempi regolari più supplementari) è valso come rigenerazione a livello mentale, perché ora i nerazzurri – cosa che hanno fatto anche col Palermo nella scorsa giornata di campionato – creano, aggrediscono e difendono da squadra, come forse non era avvenuto neppure a inizio stagione.

Ne fa le spese il Bologna, reduce da tre 0-0 consecutivi, che dopo la cura Donadoni – anche in questo caso – è tutta un’altra squadra. Il 2-1 però racconta di un match non dalla così semplice risoluzione per i nerazzurri che, comunque, hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per portarlo a proprio vantaggio. L’uscita anzitempo dei due terminali offensivi, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, Icardi e Destro, oltre a sottrarre al match due sicuri protagonisti, ha tolto due opzioni pesanti alle due squadre contrapposte di finalizzare l’azione. Proprio su un tentativo di concretizzazione a rete dopo un diagonale di Eder verso la porta di Mirante si stende infortunandosi l’attaccante argentino dell’Inter dopo neanche 10′ di gioco, seguito da Destro acciaccatosi fortuitamente in seguito a uno scontro con Miranda.

L’inter costruisce e aggredisce dando tantissimo respiro alla manovra e prediligendo le corsie laterali presidiate da Nagatomo e D’Ambrosio che in combinazione con Perisic e Ljajic diventano letali nell’area felsinea, difesa però con mirabile maestria da Gastaldello e Maietta, che riescono ad annullare ogni pericolo proveniente dalle sortite nerazzurre. I rossoblu capitolano solo al 72′, da una situazione di palla inattiva: la difesa bolognese in questo caso si dimentica di Perisic dopo un rimpallo aereo tra D’Ambrosio e Donsah. Qualche minuto dopo, da situazione analoga, scaturisce il secondo gol dell’Inter proprio con D’Ambrosio che raccoglie ancora una volta una palla vagante a mezza altezza e infila Mirante portando a 3 i suoi sigilli contro il Bologna in carriera (2 con la maglia granata).

Ma il bologna di Donadoni è una squadra che non molla mai e, approfittando di una disattenzione dell’Inter – non nuova a questo tipo di cali di concentrazione – accorcia le distanze al 90′ esatto grazie a un sinistro spietato di Brienza, subentrato a Donsah. È Kondogbia che, al culmine di una partita quasi perfetta, la combina grossa regalando palla a Rizzo che s’invola verso la porta di Handanovic assistendo il centrocampista per la rete dell’1-2. Nei tre minuti di recupero concessi da Calvarese l’Inter si spaventa da un Bologna ringalluzzito dal gol ma fortunatamente il cronometro scorre in fretta per i nerazzurri che conquistano i tre punti scavalcando momentaneamente la Fiorentina in classifica e portandosi a 2 punti dalla Roma al terzo posto.