Anche in occasione dell’ultima giornata di campionato, di scena al Meazza contro l’Empoli, l’Inter riesce a tenere i suoi tifosi con il fiato sospeso sia perché risulta ancora possibile acchiappare l’ultimissimo treno della notte per l’Europa League (a patto che si verifichi un’improbabile serie di condizioni) sia per un match che dalla ripresa in poi diventa un autentico assalto alle coronarie. Quindi chi si auspicava irrealisticamente un cambio pelle col presentarsi dei giocatori allo stadio con le nuove casacche (tolto finalmente il fin troppo simbolico “Irge pigiama”) sarà rimasto sicuramente deluso nel vedere una squadra volitiva e offensiva ma anche ingenua e colpevole di tante amnesie. Ma guai a vedere il bicchiere mezzo vuoto perché – come insegna Mancini – occorre valorizzare le note positive di una serata comunque ricca di gol ed emozioni.

Inter ottava in campionato. Innanzitutto l’Inter, anche se in maniera rocambolesca, ha portato a casa una vittoria rispettando l’obiettivo di giornata con un 4-3 finale che è valso i 3 punti che punto primo avrebbero fatto andare i nerazzurri in Europa se la Sampdoria avesse perso il match casalingo contro il Parma (pareggiato invece 2-2), ferma restando la licenza Uefa del Genoa ancora sub iudice, e in secondo luogo hanno distanziato il Torino (vittorioso all’Olimpico contro il Cesena) e i cugini del Milan. Soddisfazioni magre, molto magre per una stagione decisamente no conclusa all’ottavo posto ma che considerando il corso ondivago della partita contro l’Empoli avrebbe potuto concludersi anche con sgradevoli figuracce.

Il confronto con il passato. Vero che alla fine di una giostra poco divertente la media punti dell’Inter di Mancini al netto di qualche decimale è identica a quella di Mazzarri, 1,45 a partita, e che forse anche l’Inter del Mancio in tutto il suo percorso non è riuscita a correggere gli errori e gli orrori, soprattutto difensivi, dell’Inter di Mazzarri nonostante il tempo a disposizione e un mercato invernale come soccorso, ma è anche vero che il tecnico di Jesi è riuscito se non altro a imprimere un’altra mentalità alla squadra, quella per la quale dopo il bruciante uno-due dell’Empoli che aveva riequilibrato le sorti di un match che sembrava ormai nelle mani dell’Inter, i nerazzurri sono stati in grado di segnare altre due reti cercando sempre di aggredire l’avversario, fino alla fine, non mollando mai la speranza.

Icardi capocannoniere con Toni. Altra nota estremamente positiva della serata è la doppietta di Icardi che ha consentito al giovane attaccante argentino di raggiungere Luca Toni sull’Olimpo della classifica dei cannonieri con 22 marcature. Due generazioni di bomber a confronto: il 38enne eterno goleador italiano vecchio stile fatto di robustezza e concretezza sotto porta e l’imberbe nuovo modello di realizzatore, micidiale negli ultimi 16 metri ma che nel corso di una stagione ha imparato anche ad essere centravanti più moderno, lavorando con e per la squadra partecipando maggiormente alla manovra nerazzurra di quanto non facesse al suo arrivo a Milano. E ora che Icardi è sempre più punto di riferimento dell’attacco interista dell’immediato futuro, si attende solo la firma sul rinnovo di un matrimonio tra lui e l’Inter auspicabilmente lungo e durtauro.