Attraverso un comunicato societario, nella serata di lunedì 21 dicembre, l’Inter ha cercato di minimizzare i significati di un episodio “di spogliatoio” accaduto in seguito alla sconfitta del Meazza nel posticipo della 17a giornata di Serie A contro la Lazio: “L’Inter – si legge – è prima in classifica e ieri (domenica 20 dicembre, ndr) ha semplicemente perso una partita. Questa sera sono state ingigantite normali situazioni della vita di uno spogliatoio finendo per fantasticare su fatti mai accaduti. Come ha dichiarato Roberto Mancini sul proprio account personale di Twitter: «Non serve fantasticare su presunte e infondate divisioni o liti nel nostro gruppo. I ragazzi sino ad oggi sono stati grandi, siamo ancora primi in classifica»

A conferma di ciò la società nerazzurra ha pensato bene di rinforzare la tesi della derubricazione dell’accaduto come “fatti di spogliatoio” sanzionando però quei giocatori, rei di aver in quella situazione “destabilizzato” la squadra, prima, durante e dopo il match con la Lazio. Niente più che normali sanzioni disciplinari comminate a Ljajic, Jovetic e Felipe Melo corrispondenti al trattenimento del 5% del salario mensile. Multe che prevedono un corrispettivo percentuale più cospicuo dovrebbero passare invece per il Collegio arbitrale della Lega Calcio tenuto a vagliare un’ammenda scritta e motivata da parte della società.

Quindi la cosa potrebbe chiudersi proprio con una soluzione disciplinare, più simbolica che pecuniaria per quei giocatori colpevoli d’inadempienze (la svogliatezza e il disappunto nell’atteggiamento di Ljajic dopo aver saputo dell’esclusione dalla formazione), indisciplina (Jovetic e i suoi toni nei confronti di Mancini) e sconsideratezza sportiva, per così dire (il fallo violento di Felipe Melo su Biglia che oltre al rischio di arrecare serio danno alla persona, ha meritato l’espulsione lasciando la squadra in 10 in una fase critica del match).