Non inizia certo nel migliore dei modi il girone di ritorno dell’Inter che a Bergamo non riesce ad andare oltre l’1-1 contro una buonissima Atalanta che anzi, per la mole di occasioni create e la pericolosità delle stesse, avrebbe meritato indiscutibilmente il bottino pieno. D’altronde, se Miranda, Medel e, in assoluto, Handanovic (più strepitoso che mai in almeno 4-5 episodi, uno addirittura fantascientifico su Cigarini), a conti fatti risultano i migliori in campo, il segnale non è sicuramente dei più positivi.

Il pareggio è frutto di due autoreti, entrambe maturate nel primo tempo. Dapprima un’incursione del solito Alejandro Papu Gomez mette in apprensione la retroguardia nerazzurra costringendo per l’appunto Murillo a un improvvido harakiri a due passi dal portierone sloveno, poi ci pensa Toloi a svirgolare alle spalle dell’incolpevole Sportiello su bella combinazione Jovetic-Icardi.

Per il resto, è un Inter sostanzialmente, brutta, farraginosa, sciupona, tutt’altro che autoritaria in campo laddove invece l’Atalanta, forte della sua densità a centrocampo studiata per l’occasione da un volpone come Reja, riesce per lunghi tratti a dominare sul piano del gioco. Ai nerazzurri di Milano per altro manca anche quel cinismo che, a cominciare proprio dalla prima di campionato, al Meazza contro i bergamaschi, aveva accompagnato l’Inter per buona parte dell’andata.

Tornano i vecchi fantasmi in casa nerazzurra con la palla che circola in modo faticoso in mezzo al campo, molti passaggi sbagliati, numerose le imprecisioni, indegne per questi livelli, e una cospicua quantità di errori su palla in uscita. Molti dei quali imperdonabili. Su tutto appare poi evidente la poca determinazione generale e la svogliatezza da parte di alcuni che come Guarin (in odore di addio), Ljajic, lo stesso Jovetic – giocatore “sotto schiaffo” ormai da qualche partita, non riescono mai a entrare veramente nel vivo del match.

Il Napoli intanto, vincendo contro il Sassuolo, se ne va e la Juventus ha una buona opportunità di staccare l’Inter se dovesse raccogliere i tre punti a Udine, confermando che le due forze attualmente più credibili per il titolo sono proprio i partenopei e i recenti tetracampioni d’Italia. L’Inter deve ritrovare fiducia e continuità e a Mancini forse serve una scossa per svegliare una squadra che a un certo punto, col subentrare dell’inverno, pare si sia rifugiata in un pericoloso letargo.