S’interrompe a San Siro la miniserie di vittorie consecutive dell’Inter (tre, con Pescara, Juventus e Empoli) che di fronte a un ottimo Bologna non riesce ad andare al di là dell’1-1, costretta addirittura a rimontare un gol messo a segno dall’ex Destro al 14° minuto del primo tempo, dopo un inizio che ha messo in seria difficoltà la squadra allenata da De Boer. Grazie al punticino raccolto in casa l’Inter ora è terza in classifica solitaria dietro Juventus e Napoli che hanno già preso margine, al netto del ricorso del Sassuolo (che se accolto potrebbe scavalcare i nerazzurri di un punto) e del recupero della 3a giornata Genoa-Fiorentina (entrambe hanno la possibilità di raggiungere l’Inter a 11 punti).

Occorre subito dire però che forse le due tegole occorse prima dell’inizio del match, ovvero gli infortuni di João Mario e Murillo (risentimento al gemello per il portoghese, lombalgia acuta per il colombiano), hanno condizionato risultato e gioco dell’Inter che senza due giocatori di questo calibro, sempre più fondamentali nel quadro generale della squadra, ha faticato a mostrare quella fluidità nella costruzione del gioco e nei meccanismi difensivi. Il sostituto di Murillo, l’ex capitano dell’Inter Ranocchia, dopo un inizio a dir poco problematico in cui sbagliava tempi e modi di giocata (qualche responsabilità anche nell’azione che ha portato al vantaggio rossoblu, nell’intervento a vuoto su Verdi), è cresciuto nel corso della partita, arrivando addirittura a sciupare la palla del match-point al 95′ capitatagli sulla testa a pochi passi dalla porta difesa da Da Costa.

Nella formazione nerazzurra schierata in campo, a fronte delle due assenze si è subito avvertito un disequilibrio poiché con tanta responsabilità di Kondogbia in mediana, apparso nettamente fuori fase, la palla non riusciva a circolare a centrocampo e con estrema difficoltà perveniva sui piedi di Banega, giocatore deputato alla regia offensiva dell’Inter. Meccanismi sbagliati anche in fase di ripiegamento, quando infatti da una palla persa dal francese il Bologna innescava l’azione del vantaggio.

Una delle prerogative di De Boer è però quella di saper leggere la partita e intervenire in tempo reale applicando i giusti correttivi. Era capitato a Pescara con la tripla sostituzione ed è successo anche contro il Bologna quando a meno di mezzora di gioco decide di togliere Kondogbia e inserire Gnoukouri (avrebbe naturalmente fatto comodo anche Brozovic, ancora non convocato per questioni disciplinari). Servivano piedi buoni in mediana e un cervello e il giovane ivoriano, praticamente snobbato durante l’era Mancini, ha svoltato in qualche modo la direzione del match.

Con Gnoukouri in campo si è vista un’altra Inter proprio perché grazie alla capacità di manovra del giovanissimo centrocampista (fortunatamente rimasto a Milano dopo l’insistenza di vari club durante il mercato), che compirà 20 anni il 28 settembre, l’Inter riusciva a smistare i palloni sulle fasce dove Candreva e Perisic si son dati un gran da fare. E proprio grazie a una combinazione tra i due è nato il gol del pareggio: uno splendido diagonale al volo del croato che ha gelato Da Costa e l’intera difesa bolognese che fino ad allora era riuscita ad allontanare ogni minaccia. Dopodiché il Bologna di Donadoni ha avuto il merito di fronteggiare l’offensiva nerazzurra colpendo spesso in ripartenza e cercando di mantenere i ranghi serrati portando sempre un pressing continuo verso i portatori di palla nerazzurri. Un Bologna che in sostanza non ha mollato fino alla fine.

De Boer togliendo Banega e inserendo Eder, e concedendo l’esordio a Gabriel Barbosa-Gabigol (al posto di uno stanco Candreva), che però nello scampolo di partita rimasto non è riuscito a mettere in luce le sue qualità, ha cercato il colpo del ko spingendo ancor più sull’offensiva ma il Bologna ha resistito bene dimostrando solidità (i 10 punti in classifica non sono un caso). Sicuramente l’Inter, che comunque sta mettendo in evidenza il suo essere squadra con un’identità e un gioco, deve lavorare bene sull’aspetto difensivo e sull’approccio alla gara perché finora, tranne con l’Empoli, è sempre passata in svantaggio. Poi dovrà ragionare bene sull’organico perché serve qualità nei ricambi. Gnoukouri è entrato bene in partita e ha giocato egregiamente, ma così l’Inter è molto prevedibile mentre uno come João Mario serve sempre perché ha tecnica, fantasia, gamba, imprevedibilità e, come Banega e forse ancor più, è un giocatore che non dà punti di riferimento e si fa trovare dappertutto. Mancando lui…