Dopo lo scivolone casalingo di due settimane fa in Europa League contro l’Hapoel Be’er-Sheva l’Inter incontra un’altra euro-disfatta nella serataccia di Praga contro lo Sparta Praga, reduce da una sonora sconfitta nel primo turno ad opera del Southampton (che ha pareggiato 0-0 in Israele a conferma del fatto che il Be’er-Sheva è un club di tutto rispetto) ma anche da un cambio di panchina, con David Holoubek (allenatore dell’Under 19) succeduto a Zdenek Scasny che ha rassegnato le dimissioni dopo il derby perso contro lo Slavia Praga. Un 3-1 inappellabile che condanna i nerazzurri all’ultimo posto a zero punti nel Gruppo K di qualificazione, con l’obbligo categorico di vincere il 20 ottobre contro il Southampton.

È un’Inter che innanzitutto non riesce a scrollarsi di dosso la bruttissima abitudine di passare in svantaggio: 6 gare su 7 dall’inizio di stagione i nerazzurri subiscono il primo gol e sono costretti ad affrontare la gara in salita con esiti non sempre felicissimi, soprattutto in campo internazionale. Poi, in seconda analisi, le scelte di De Boer, legittimate dalla logica del turnover, non sembrano pagare perché per quanto il tecnico olandese abbia cercato di schierare giocatori titolari del calibro di Banega, Candreva, Murillo, rimane – a ragion veduta – la sensazione di una squadra mal assortita che non trova meccanismi e dinamiche di gioco giusti per affrontare la partita.

Occorre comunque dar merito allo Sparta Praga che, dopo il cambio d’allenatore, è sembrata davvero un’altra squadra da quella vista il primo turno col Southampton e nella Lega Ceca. La pressione continua e costante sui portatori di palla e le rapide verticalizzazioni con Dockal e Kadlec a mettere a ferro e fuoco la difesa nerazzurra hanno creato serissimi problemi all’Inter, che quando ha subito il doppio svantaggio al 7′ e al 25′ del primo tempo ha cominciato a vedere i fantasmi del Be’er Sheva a San Siro., quasi incapace di organizzare una reazione da grande squadra continuando a tessere trame praticamente a casaccio, nonostante la presenza di due giocatori dotati di materia grigia come Gnoukouri e Banega.

L’inesperienza dell’ivoriano in campo internazionale probabilmente ha pesato, e sicuramente un giocatore come Brozovic – ancora in punizione per questioni disciplinari – avrebbe fatto comodo. Anche l’abulia interista su palla inattiva (l’episodio del primo calcio di punizione addirittura clamoroso: lo Sparta calcia e l’intera linea difensiva nerazzurra rimane ferma), che ha fruttato ben due reti ai cechi è ben più che preoccupante. E anche quando Palacio, grazie anche al significativo ingresso in campo di due figure oramai irrinunciabili come Perisic e Icardi, riapre la partita a 20 minuti dalla fine, Ranocchia commette l’immancabile ingenuità facendosi espellere per un fallo assolutamente inutile, lasciando la squadra in inferiorità numerica che subisce il definitivo 3-1 al 76′ sempre su azione scaturita da un piazzato. La cosa certa è che se l’Inter “A” in campionato sta mostrando entusiasmanti segnali di crescita, l’Inter “B” di Europa League non è neppure la sua brutta copia.