L’obiettivo quarto posto – magra consolazione – è l’unico che l’Inter sia riuscito a centrare in stagione e vincendo un match tutt’altro che agevole contro un Empoli che ha creato non pochi grattacapi alla squadra di Mancini. Ma bisogna prendere questi tre punti, che blindano di fatto la classifica a 67 punti, ovvero attualmente a +7 dalla Fiorentina diretta concorrente e consentono all?inter anche il lusso di perdere a Reggio Emilia contro il Sassuolo nella giornata conclusiva del campionato. È proprio da questa gara del Meazza che l’Inter deve ripartire per la prossima stagione, per le cose buone messe in luce durante la partita ma anche per i tanti limiti evidenziati. Punti sui quali occorre lavorare ancora tanto, preferibilmente cercando correttivi anche grazie ai nuovi innesti di mercato.

È un’Inter a corrente alternata, in sostanza, quella vista nell’anticipo della penultima giornata, che fatica a produrre gioco e commette ancora una marea di errori, soprattutto in fase d’impostazione. Questo anche perché in assenza pressoché totale di giocatori in grado di orchestrare la manovra, i nerazzurri trovano enormi difficoltà a far circolare palla affidandosi spesso alle catene esterne, oppure cercando soluzioni spesso verticali per far sì che il pallone giunga il più rapidamente possibile alle punte, Icardi o Jovetic, in questo caso.

Brozovic, unico cervello della formazione, spostato sulle fasce non rappresenta la soluzione più felice per il gioco dell’Inter che così è costretta a limitare le azioni sulle corsie laterali, avendo il croato in quella zona minor raggio d’azione e di veduta. L’altro grande problema è il massiccio numero di errori commessi, soprattutto nei passaggi. L’Inter perde troppi palloni e troppo spesso in zone del campo molto pericolose, come in occasione del gol del pareggio di Pucciarelli, a cauda di una palla persa da Jovetic a centrocampo.

Poi però ci sono anche cose buone come la velocità nelle transizioni, il fatto di saper recuperare palla e ripartire con rapidità grazie a pochi tocchi, come nel caso dei due gol che hanno consentito all’Inter di superare l’Empoli, prima con Icardi e poi con Perisic, fondamentale per questo tipo di giocate. Per il resto gli uomini di Giampaolo hanno per lunghi tratti controllato il gioco manovrando di più e portando maggior pressing sui portatori di palla nerazzurri. Geometrie interessanti contro le quali un’Inter sempre troppo bassa ha avuto non poche difficoltà. Fortunatamente i padroni di casa hanno la qualità delle varie individualità e tanta ma tanta corsa (Perisic, Brozovic, Kondogbia) a fare la differenza e a sopperire alle tante lacune a livello di gioco.