L’Uefa colpisce ancora e dopo le stangate a Inter e Roma per quanto riguarda il Financial Fair Play nega il visto al Genoa per l’accesso alle competizioni europee. Le licenze sono state assegnate dalla commissione di primo grado della Federcalcio ai club che si trovano in corsa per la qualificazione alle coppe Sampdoria compresa ma la società di Enrico Preziosi non ha potuto goderne poiché non in regola con l’esame dei bilanci. Ora il club rossoblu potrà appellarsi in secondo grado per ottenere la sudata licenza ed eventualmente fare ricorso all’Alta Corte del Coni con il presidente Preziosi già sul piede di guerra.

Va specificato comunque che alla base del non ottenimento della licenza da parte del Genoa ci sono motivazioni formali e non economico-fiscali sui bilanci. La causa della mancata concessione è imputabile a un ritardo nella consegna della documentazione da presentare per essere ammessi alle competizioni europee: ora il club di Preziosi ha cinque giorni di tempo per la presentazione dei documenti perché il 15 maggio scadrà il termine ultimo per presentare ricorso alla commissione di secondo grado. Dopodiché il 19 la stessa commissione si riunirà per deliberare sull’analisi vera e propria dei bilanci che dovranno soddisfare i parametri notoriamente restrittivi del Uefa. Bilanci che Preziosi, l’a.d. Zarbano e tutto l’entourage amministrativo non hanno mai voluto rendere pubblici limitandosi proprio nella giornata di ieri ad annunciare una ricapitalizzazione di 25 milioni di euro. Rimangono ad esempio punti oscuri sui saldi di pagamento riguardanti Palacio (Boca Juniors) e Fetfatzidis (Olypiakos) e su alcuni casi di stipendi non corrisposti come quello di Zè Edoardo, esodato in fretta e furia in Cina allo Shenxin.