Se giochi più di trecento partite con una maglia sola, è facile che diventi una bandiera di quella squadra, la Juventus.
Ma se sei un difensore e non ti fai mai espellere nemmeno una volta e ne giochi altre settantotto con la Nazionale, e non offendi mai nessuno in tutta la tua carriera, forse lo diventi per tutti.
Gaetano Scirea era davvero un angelo caduto nel mondo del pallone, come lo descrisse Enzo Bearzot, un angelo morto troppo presto, a soli trentasei anni, in un incidente d’auto in Polonia. Alessandro Del Piero disse una volta: “Il mio sogno sarebbe stato quello di essere visto dai bambini come io vedevo lui allora”.
E proprio come in uno specchio, Giorgio Chiellini, la bandiera della Juve di oggi, è andato a cercarlo, nella memoria e nelle immagini, nelle sue gesta e nei suoi silenzi, per raccontare, in fondo, una lezione di vita e di sport. 
Chiellini è un difensore all’inglese, che ha fatto dell’ardore e della forza le sue armi migliori.
Non ha la tecnica di Scirea, che era un libero alla Beckenbauer, come si diceva allora.
Però, proprio da queste diversità, nasce la bellezza di un incontro fra anime lontane, che hanno finito per fare lo stesso mestiere, con la stessa maglia, quasi amici per la pelle, pur senza conoscersi.
È un racconto tenero e delicato che passa anche attraverso tante tragedie, in un’altalena di emozioni come un filo, bianconero, teso lungo gli anni’

C’è un angelo bianconero, edito da Mondadori nel 2014, è stato scritto da Giorgio Chiellini  (foto by Infophoto) a quattro mani con Pierangelo Sapegno. In occasione della presentazione del suo libro, l’11 marzo a Torino, il difensore bianconero ha affermato ‘Credo che di Scirea sia rimasto tanto dentro la Juve, dentro le persone che mi circondano e ho voluto un po’ raccontare queste sensazioni e queste emozioni che ha lasciato’.

L’AUTORE: Giorgio Chiellini è un livornese nato a Pisa il 14 agosto 1984. Studente e calciatore sin da quando muove i primi passi da professionista, ottiene la promozione in serie A con il Livorno insieme alla maturità scientifica. Alla Juve dal 2005 e quasi subito titolare in nazionale. Si laurea in Economia e Commercio a Torino discutendo la tesi “Il bilancio di una società sportiva, il caso di Juventus Football Club“. Il 19 luglio scorso si è sposato a Livorno con Carolina Bonistalli. E’ un difensore con il vizio del gol, giudicato tra i migliori del mondo. Dal 2014 è una delle 39 bandiere bianconere che riempie il museo della Juventus, proprio accanto a Gaetano Scirea. La sua maglia si trova, infatti, nel J-Museum per avere raggiunto quota 300 presenze in bianconero. Il 300esimo gettone è giunto lo scorso 5 gennaio nella sfida di campionato contro la Roma vinta 3-0 dalla Vecchia Signora. Queste le sue parole in apertura del libro ‘Adesso sono qui nel Museo della Juventus e faccio fatica a guardarmi intorno. Sono arrivato fin qui da una domenica di tanti anni fa a Messina, quando Capello mi fece entrare al posto di Pavel Nedved. Trecento partite, vittorie e sconfitte, trecento passi della mia vita, dentro la gioia e il dolore anche degli altri. Fa uno strano effetto, perchè è un’emozione liquida che si scioglie fra tutti quelli che la stanno vivendo assieme a me. L’ho fatta contro la Roma, la trecentesima partita. E sono finito in un museo. E’ il mio lavoro, penso. Semplicemente quello. Ho portato la mia maglia e la stanno mettendo in bacheca. Scorro tutti i nomi lentamente. Io sono il 39esimo dell’elenco. C’è Alessandro Del Piero, c’è Giampiero Boniperti, ci sono tutti quelli che hanno fatto la storia di questa squadra. E c’è Gaetano Scierea. E io sto vicino a lui. E’ come se c’avessero messo delle ali, come se le parole non avessero voce. Io ho tante cose da chiedergli’

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