Protagonista della singola performance realizzativa più straordinaria della storia della Champions League – quattro gol in semifinale al favorito Real Madrid valgono certamente più dei cinque siglati l’anno scorso da Leo Messi negli ottavi di finale contro il Bayer Leverkusen – Robert Lewandowski (foto by InfoPhoto) ha finalmente occupato quel ruolo di miglior centravanti puro d’Europa che gli osservatori più attenti (e non erano in molti) gli riconoscevano già da un annetto abbondante. A tal punto che quelle quattro reti gli sono valse addirittura due contratti con la squadra più cool del momento, il Bayern Monaco.

Secondo la Bild, infatti, il polacco del Borussia Dortmund avrebbe messo nero su bianco ben due accordi coi bavaresi: uno per la prossima stagione, e subordinato all’esito della trattativa tra i due club, e uno valido a partire dal luglio 2014, quando scadrà il contratto in essere coi gialloneri (che Bob ha già detto di non voler rinnovare), nel caso il Borussia decidesse di non accettare l’offerta di Rummenigge e compari di brigata. Il Bayern Monaco ha smentito immediatamente la notizia, ma è il gioco delle parti: il manico del coltello è saldamente nelle sue mani e trattasi di coltellaccio a serramanico, di quelli che se premi il bottone ti squarciano la mano e ti perforano il torace.

Sì, perché la sensazione è che, nel momento forse più alto della sua storia calcistica (a parte il fortunoso trionfo europeo del 1997 ai danni di una Juve più forte), il Borussia Dortmund sia prossima a farsi assassinare. Salutato già Mario Gotze, i gialloneri sono già rassegnati a perdere anche Lewandowski, resta solo da decidere se ora o tra un anno (e gratis). Su Marco Reus, c’è da scommetterci, si avventeranno presto altre società più ricche – magari lo stesso Bayern Monaco, dato che ci siamo – e anche Mats Hummels, nonostante l’erroraccio di mercoledì sera, fa gola a molti. Certo, arriveranno una valanga di quattrini e Michael Zorc ha già dato prova di saperci fare sul mercato (per non parlare della bravura di Klopp). Ma ricreare la splendida alchimia di questa squadra sarà impresa difficile, difficilissima. L’impressione è che al Borussia Dortmund possa accadere ciò che è successo all’Ajax di metà anni Novanta, prodigio di un paio di stagioni appena, saccheggiato poi dai club rivali grazie al grimaldello della legge Bosman. Speriamo almeno che, come per i lancieri, questa breve e abbagliante primavera porti almeno il giusto premio della sala del trono d’Europa.