Il Montepaschi Siena rischia di vedersi revocare sei dei sette scudetti consecutivi vinti tra il 2007 e il 2013 per frode sportiva, in seguito all’inchiesta denominata Time Out che dal 2012 in avanti ha stravolto il club allora tiranno del basket italiano e, a cascata, l’intero movimento.

Le accuse relative alla parte penale sono note – pagamenti in nero, associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, accesso abusivo al credito, bancarotta fraudolenta – e fanno quasi sembrare una marachella da mocciosi la frode sportiva che con ogni probabilità saccheggerà la bacheca senese, riempitasi a dismisura durante la controversa gestione Minnucci. E anche l’ex cittì della nazionale Simone Pianigiani, architetto di quella squadra comunque eccezionale, rischia una squalifica dai tre ai 36 mesi per violazione dei principi di lealtà e correttezza.

L’inchiesta Time Out, firmata dal procuratore senese Antonino Nastasi, è giunta alla conclusione ed entro la fine del mese la Federbasket dovrebbe riceverne gli atti. Se la frode sportiva fosse accertata, come pare scontato, altrettanto scontate sarebbero le conseguenze: tutti i campionati finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, ovvero quelli dal 2007-08 al 2012-13 (il 2006-07 è rimasto fuori dalle indagini) sarebbero a rischio revoca.

Un po’ quello che è accaduto nel mondo del calcio con lo scandalo di Calciopoli (a proposito: Luciano Moggi è di Siena), ma tre volte più in grande, almeno dal punto di vista degli effetti sul medagliere. Almeno in questo caso, tuttavia, non assisteremo allo stucchevole spettacolo degli “scudetti di cartone”: il fatto che nel basket il titolo si assegni tramite playoff rende quasi impossibile la riassegnazione del titolo stesso alla seconda classificata.

E così, sei anni di basket italiano potrebbero finire nel limbo della non-esistenza, almeno per gli almanacchi, e il club italiano più vincente del nuovo millennio sarebbe condannato a quella che pare una sorta di damnatio memoriae. O forse, dal momento che la Mens Sana Basket non esiste più dal 4 luglio del 2014, è più funzionale il parallelo con un’esecuzione postuma, come quando gli inglesi riesumarono il cadavere del dittatore Oliver Cromwell, per poi impiccarlo, sventrarlo e decapitarlo. Non servì a molto, ma chissà come si sono divertiti.