È un po’ di tempo che a Milano, periferia dell’impero, si vivacchia di nostalgiche suggestioni di nostoi, i ritorni a casa degli eroi che l’avevano resa grande. Il ritorno di Kakà, il ritorno di Eto’o, il ritorno di Mourinho, il ritorno di Maldini. Segno di un presente che non riesce in alcun modo a strapparsi dall’acquitrino della decadenza. Da un certo punto di vista, è difficile inserire Leonardo (foto by InfoPhoto) nel novero dei padri della patria, visto che dal Milan si è separato con ignominia e all’Inter ci è restato meno di mesi. Eppure, l’ultimo trofeo nerazzurro, la Coppa Italia del 2011, porta la sua firma e il suo nome, in qualche modo, scalda ancora i cuori dei tifosi. Ordunque: Leonardo torna all’Inter o no?

A giudicare da quanto dice e lascia intendere il diretto interessato, la risposta è indubitabilmente no. “Non ho nulla a che vedere con il progetto-Thohir”, dichiarava un paio di mesi fa. “Sarei dovuto diventare il nuovo allenatore del PSG, ma la squalifica me lo ha impedito. Comunque voglio ricominciare ad allenare”, ha ribadito giusto ieri. Leo, dunque, non torna all’Inter. Nossignore. Però…La mossa di Moratti con Thohir è un’intuizione eccezionale, di portata storica, l’Inter non perde la sua identità ma si apre a nuovi mercati, è un progetto che può cambiare tutto”. Stai a vedere che? Ma no. Anche se, certo, “potessi tornare indietro, non sarei mai andato via da Milano”. Di più: “Milano è sempre casa mia, Milano ti abbraccia, è poesia concreta, ti trasmette energie positive”. A Leo, Milano piace da impazzire. Leo vuole allenare. Leo, tuttavia, per una proposta dirigenziale come quella del PSG, “un’opportunità inattesa e incredibile, mi venivano consegnate le chiavi del club”, è disposto a salutare la sua città e il suo lavoro. Perché Leo è così, qual piuma al vento.La mia voglia di girare non cambia mai”. Appunto. Leo è un mutaforme umorale. Un giorno qui, domani dove mi va, dopodomani chi lo sa. Speriamo che un giorno non finisca per accorgersi che, mentre era preso a sfogliare la sua sterminata margherita, anche le cose attorno a lui sono cambiate e che nessuno ha più bisogno di lui. Né come manager, né come allenatore.