Alla fine ce l’ha fatta davvero. Claudio Ranieri è riuscito nell’impresa più ardua, ha preso i libri di storia e li ha riscritti, trasformandoli in favole per grandi e piccini. È riuscito a togliere tutte le storie più brutte e a consegnarci quelle più belle, che ci rassicurano e danno speranza per il futuro.
Dopo l’impresa del Leicester, probabilmente tutti si sentiranno spronati a fare quel qualcosa in più per raggiungere traguardi solo apparentemente irraggiungibili.

Alle 22.55 del 2 maggio 2016, il Leicester è diventato campione d’Inghilterra per la prima volta nella sua storia, addirittura vincendo il campionato con due turni d’anticipo grazie al pareggio tra Chelsea e Tottenham (probabilmente il derby londinese più sentito), facendo immediatamente scatenare la gioia incontenibile di migliaia di tifosi, che subito si sono riversati nelle strade per festeggiare.

Ma da dove nasce questo successo? Come si è arrivati a scrivere una delle pagine più esaltanti dello sport moderno, riuscendo a compiere la più esaltante e clamorosa impresa che il calcio ricordi? Come si è passati dai tempi in cui il Leicester campione era quotato addirittura 5000 volte la posta… a diventare effettivamente campioni?

La favola inizia esattamente un anno fa, di questi tempi, quando la squadra di proprietà del thailandese Srivaddhanaprabha riuscì a salvarsi in modo sorprendente e – anche in quel caso – contro ogni pronostico, rendendosi protagonista di un grandissimo finale di stagione. L’allenatore era Nigel Pearson, inglese, da anni saldamente alla guida delle Foxes. Fu costretto ad abbandonare il club subito alla fine della scorsa stagione per uno scandalo a luci rosse (condito anche da razzismo), che coinvolse il figlio.
La proprietà decise dunque di puntare tutto su Claudio Ranieri, reduce dalla disastrosa esperienza come c.t. della nazionale greca. In quel momento non sembrava proprio l’uomo della provvidenza, anzi.
A lui fu chiesto di ottenere una salvezza tranquilla e di mantenere la massima serie, niente di più.

I bookmakers inglesi, inizialmente non appoggiarono questa scelta e addirittura davano il tecnico italiano come uno dei probabili primi esoneri della stagione. Dopo una manciata di partite, però, fu chiaro a tutti che Ranieri non era andato lì per passare il tempo: vittoria dopo vittoria, l’opinione generale su di lui cambiò radicalmente, così come gli obiettivi del club. Fu immediatamente chiaro che la salvezza non sarebbe stata un problema e che magari si poteva ambire all’Europa League. Già quello sarebbe stato considerato da tutti un eccellente risultato, considerato da dove si partiva… e invece le Foxes non si sono fermate neanche in quel caso.

L’impressione che si aveva, guardando ogni singola partita del Leicester, è che la squadra di Ranieri non ne volesse proprio saperne di perdere. Subivano un gol? E loro ripartivano a testa bassa, pronti ad agguantare il pareggio e magari anche la vittoria. Non si sono mai arresi, nemmeno al cospetto di squadre ben più blasonate. Un ottimo sistema difensivo e ripartenze fulminee, ecco la ricetta del successo. E poi l’esplosione di giocatori di assoluto valore come Jamie Vardy, uno che fino a 4 anni fa lavorava in fabbrica come operaio e che oggi è terzo nella classifica marcatori della Premier con 22 reti segnate. Oppure Riyad Mahrez, il talento algerino che si è distinto al punto da essere nominato miglior giocatore del campionato. Attorno a loro, Ranieri ha saputo costruire un gruppo granitico composto da giocatori su cui nessuno avrebbe mai puntato, dandogli entusiasmo e voglia di combattere.

La brillantezza delle primissime partite del Leicester ha lasciato ben presto spazio alla solidità e alla concretezza, che gli ha permesso di superare ostacoli non indifferenti che portano nomi quali Chelsea (Mourinho fu esonerato proprio dopo la sconfitta contro la squadra di Ranieri), Manchester City, Liverpool e persino il Tottenham, degna rivale che ha conteso il titolo al Leicester finché ha potuto. Gli Spurs sono stati gli unici a tenere il passo del Leicester e bisogna dar loro il giusto merito. In una stagione come questa, la medaglia d’argento non è un risultato così deludente.

Un passo dopo l’altro, una vittoria dopo l’altra, Ranieri è riuscito a creare il vuoto attorno a lui, arrivando persino a vincere il titolo con due giornate d’anticipo. Roba da grandissimi, altro che outsider. Ovviamente, dopo una stagione del genere, sarà dura per questi ragazzi non cedere alle lusinghe dei più importanti club europei, che hanno già iniziato un corteggiamento serrato. Ora tutti vogliono un pezzetto del Leicester campione, tutti cercheranno di ricreare una magia irripetibile, che probabilmente solo lì e solo con quest’amalgama è potuta accadere.

Oltre ai meriti tattici di Ranieri e tecnici dei giocatori, è innegabile che questa sia stata comunque una stagione atipica, in cui anche la fortuna ha giocato un ruolo fondamentale: Chelsea, United e City hanno completamente sbagliato mercato e tutte e tre cambieranno tecnico il prossimo anno, l’Arsenal pare essere l’eterna incompiuta della Premier… e dunque ecco che le Foxes sono riuscite a conquistare il loro angolo di paradiso. Ma d’altra parte la fortuna non aiuta quasi sempre gli audaci?

La Premier ha trovato la sua regina e Re Claudio può finalmente indossare la corona che ha sognato per tutta la vita. Che cominci la festa, il sogno è divenuto realtà… adesso sì che possiamo svegliarci.