Il calcio italiano colleziona un’altra vergognosa pagina in Europa. Ancora una volta, nel bollettino di guerra sono coinvolti gli ultras della Lazio: centocinquanta di loro sono stati fermati giovedì 28 novembre dalla polizia di Varsavia prima della sfida di Europa League tra il Legia e la squadra di Petkovic. Altri 17 erano già stati fermati la notte precedente. Fortunatamente non si sono verificati sono stati incidenti gravi e feriti ma se questo non è solo per l’azione preventiva delle autorità polacche.

Due gli episodi critici: nella notte precedente 17 tifosi laziali erano stati fermati dalla polizia (e rilasciati dopo il processo per direttissima) dopo alcuni tafferugli con i supporter locali, che in nella gara di andata a Roma avevano creato disordini. Gli scontri sono poi proseguiti all’interno nell’albergo che ospitava i biancocelesti dove, nelle loro camere, sono stati rinvenuti armi improprie e oggetti contundenti.

Il secondo episodio ha trasformato il centro della capitale in un campo di battaglia con i 700 tifosi giunti in Polonia diretti verso lo stadio: dal corteo improvvisamente sono volati oggetti contro la polizia che li scortava (fumogeni secondo i laziali, pietre e bottiglie per le autorità locali). La reazione delle forze dell’ordine ha portato al fermo di 150 ultras, sottoposti a fermi preventivi : molti indossavano dei passamontagna, vietato dalla legge polacca, e la misura cautelare ha impedito il loro ingresso allo stadio ed evitare ulteriori incidenti. Tutti sono stati rilasciati grazie alla mediazione dell’ambasciatore italiano a Varsavia Riccardo Guariglia ma per molti di loro ci sarà una denuncia a piede libero e il Daspo.

Dopo la partita, vinta dalla Lazio per 2-0, il tecnico biancoceleste Petkovic ha commentato: “Mi spiace perché questo non fa parte del calcio e dello sport. Non si può arrivare con le famiglie e da soli in totale sicurezza ed è un peccato. Si deve essere severi con chi sbaglia”. La Lazio dovrebbe comunque passarla liscia visto che gli incidenti si sono verificati lontano dallo stadio e non rientrano dunque negli episodi passabili di sanzioni da parte dell’Uefa che ha parlato di un fermo “a scopo preventivo”. Ma nella lista nera di Platini il nome della società capitolina continua a scalare posizioni.

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