Ci ricordiamo tutti benissimo di Mauro Zarate, di quel dribblomane sopraffino che faceva impazzire tutti e soprattutto se stesso con la sua funambolica e del tutto personale arte dello scartare l’avversario dimenticandosi molto spesso della palla. Dopo il breve ritorno in patria in seguito alla cessione al Velez Sarsfield, club col quale aveva iniziato la sua carriera, lo abbiamo visto tornare a segnare – poco ma felicemente – in Premier League prima al West Ham, società attualmente proprietaria del suo cartellino, e poi in prestito al Queens Park Rangers. I numeri certo non gli mancano, specialmente nel suo conto in banca, la Premier, si sa, paga bene ma adesso qualche conto potrebbe non tornare poiché il tribunale di Roma ha respinto la causa intentata dal calciatore argentino alla Lazio per non avergli corrisposto le mensilità di aprile, maggio e giugno 2014 per un totale di circa 900 mila euro.

Prima del trasferimento all’Inter con la formula del prestito oneroso con eventuale riscatto, Zarate era già in una situazione di separato in casa con la società biancoceleste e in un’intervista alla stampa dell’aprile 2013 aveva dichiarato tramite il suo ex procuratore Luis Ruzzi di “sentirsi ostaggio di Lotito e Tare”, responsabili di averlo messo fuori rosa per poterlo cedere a titolo definitivo. Dopo il divorzio dalla Lazio, Zarate ha intentato la causa per il trimestre non pagato ma il giudice della prima sezione lavoro Massimo Pagliarini, secondo quanto riferito dall’avvocato Gian Michele Gentile, legale della società biancoceleste, ha accolto la posizione di quest’ultima secondo la quale il calciatore non aveva diritto alle retribuzioni a causa di inadempienze contrattuali. Oltre al danno Zarate si ritrova con la beffa di dover pagare 5 mila euro di spese legali. Per di più il contenzioso tra la Lazio e Zarate è tutt’altro che chiuso poiché il tribunale del Tas di Losanna dovrà emettere una sentenza per un ricorso fatto dalla società di Lotito al calciatore per l’anticipata risoluzione del contratto che scadeva nel giugno 2014.