A campionato ormai concluso con tanto di verdetti acquisiti sul campo a tenere banco in questo lunedì nel quale si gioca l’ultima partita della 37a e ultima giornata di Serie A è proprio il derby della capitale tra Lazio e Roma a tenere banco sia per il suo alto gradiente emotivo come spettacolo sportivo e para-sportivo sia per le polemiche innescate la settimana scorsa a causa dell’accoglimento della Lega Calcio in merito alla proposta della Lazio di spostare il match per consentire un’adeguato recupero ai giocatori biancocelesti dopo la finalissima infrasettimanale di Coppa Italia contro la Juventus. E a proposito di polemiche, non l’ha certo mandata a dire Rudi Garcia che nella conferenza stampa del pre-partita ha dichiarato ironicamente non senza qualche punta di sarcasmo: “La Lazio è favorita, lo dicono tutti: loro giocano il miglior calcio d’Italia, noi siamo più scarsi. Vedremo martedì come andrà a finire. Ah, perché non si gioca martedì? Non hanno spostato il derby ancora più in là visto che hanno giocato 120 minuti?“. Aggiungendo poi in maniera pungente: “Sembra che la Roma debba giocare in 12 per poter fare risultato, mi sembra assurdo. Io ricordo che la Lazio ha vinto l’ultima gara (contro la Sampdoria, ndr) con un gol irregolare dopo aver pianto con l’Inter“.

Non ci sta ovviamente il tecnico francese dal temperamento effervescente che nel corso di queste due stagioni alla guida della Roma ci ha abituati ad exploit a dir poco spiazzanti. D’altronde, oltre che all’orgoglio e al prestigio dei colori di una grande stracittadina, Lazio-Roma è come sostiene Piolila partita della stagione” nella quale i due club, contraddistinti da un’accesa rivalità, non si giocano soltanto la gloria poiché la posta in palio è di quelle davvero sostanziali. Il secondo posto oltre al titolo nominale di vicecampioni d’Italia dà diritto all’accesso diretto in Champions League senza passare per le forche caudine dei playoff. Questo significa la possibilità o meno di essere investiti da una bella pioggia di milioni. Risorse economiche che possono far cambiare di segno a una stagione, da un punto di vista di mercato, di organico e di obiettivi.

Ragione per cui il secondo posto vale oro, quantificabile in non meno di 50 milioni come partecipazione, diritti tv, premi etc. Aumentabili in proporzione al cammino nel torneo mentre il terzo posto ha un valore solo potenziale, con percentuali comunque diverse rispetto ai club che accedono direttamente alla fase a gironi, senza calcolare poi che i preliminari inizierebbero a metà agosto, data molto prossima all’inizio del campionato. E questo rappresenta anche il motivo principale per cui dall’allenatore della Lazio Pioli viene recisamente respinta al mittente qualsiasi illazione circa il presunto patto di non belligeranza tra i due club romani, di pareggio pre-confezionato per poter accedere entrambi alla qualificazione europea ai danni del Napoli, il famoso “biscotto”. Le parole del parmense sono state inequivocabili sull’argomento: “Noi giochiamo assolutamente per vincere. Vogliamo arrivare al massimo in questo campionato, quindi la partita contro la Roma sarà fondamentale. Quando cominci a fare calcoli, cominci ad avere più rischi“.