Tira aria punitiva dalle parti di Formello visto che la strigliata da parte della società in settimana non è servita a granché e la gara interna della Lazio col Palermo, al di là del pareggio stentato, non ha messo certo in evidenza miglioramenti e, anzi, si è ravvisata una certa involuzione proprio sul piano del gioco e, soprattutto, del carattere in campo.

Ragioni che hanno indotto la dirigenza biancoceleste a imporre un ritiro in quel di Formello con la squadra che rimarrà perimetrata nello spazio dei campi d’allenamento sine die, fino a quando cioè non saranno visibili quei segnali di miglioramento pretesi dalla società. La stessa posizione di Pioli, il tecnico che nella scorsa stagione aveva conquistato il terzo posto mettendo in piedi una Lazio di grande spessore qualitativo e agonistico, risulterebbe ora a rischio.

Si parla di un piano ben preciso, una sorta di cronoprogramma che riguarderebbe le prossime tre partite da parte della Lazio. Saranno dunque dieci giorni decisivi per Pioli e per la Lazio per svoltare questa tendenza negativa di gioco e di risultati, match quelli contro il Dnipro giovedì in Europa League, contro l’Empoli domenica e venerdì 5 dicembre all’Olimpico contro la Juventus.

Corrono intanto voci sulle probabili alternative a Pioli in caso di risposte ancora negative da parte della squadra. Uno degli indiziati è Walter Mazzarri che però ha un contratto in scadenza a giugno 2016 con l’Inter e percepisce un ingaggio ritenuto troppo esoso per le risorse della società di Lotito: 3,6 milioni di euro. Un altro nome nella lista dei papabili è sicuramente quello di Guidolin, che ha già comunicato la sua voglia di tornare ad allenare. Nella stessa situazione anche due altri importanti allenatori che senza la panchina non riescono a stare: Lippi e Prandelli.

Intanto il ds Tare sta lavorando all’interno del gruppo per tentare di distendere comunque un clima abbastanza surriscaldato e di far tornare la giusta armonia di squadra e tra alcune forti personalità come lo stesso Pioli e Candreva, allontanatisi un po’ dopo la questione della fascia di capitano, per recuperare un rapporto fondamentale a livello di spogliatoio e per responsabilizzare Candreva al ruolo di leader della squadra che comunque nessuno si sogna di sottrargli a prescindere dall’attribuzione della fascia di capitano.