Oltre a una, per ora, clamorosa rinascita da parte dell’Inter e a un’altrettanto inattesa débacle da parte della Juventus, questi scorci d’inizio campionato – siamo solo a quota quattro giornate – con il turno infrasettimanale che già incalza hanno mostrato anche altre sorprese, come ad es. la Roma data da tutti per super-favorita per lo scudetto 2015-2016 che però sembra ancora accusare problemi di amalgama vista l’ultima gara in casa col Sassuolo un po’ col freno a mano tirato e, soprattutto, la Lazio, bellissima la scorsa stagione e (quasi) inspiegabilmente in crisi di gioco e di risultati in questo inizio stagione.

I due risultati shock, 0-4 col Chievo nella seconda giornata e 0-5 col Napoli nell’ultima, hanno contribuito a far perdere molta della credibilità conquistata dalla Lazio lo scorso anno. Pioli ha insistito col dire che questa, perdente e abulica, non è la sua squadra e intanto Lotito sta già sfogliando un ventaglio di allarmanti possibilità per la sostituzione del tecnico emiliano sulla panchina del club biancoceleste con il nome dei probabili candidati sulla bocca di tutti in quel di formello: Montella, Mazzarri, Donadoni nella top list.

Oltre a quei punteggi davvero inquietanti, se si pensa appunto alla Lazio di qualche mese fa, ciò che maggiormente stupisce è la reazione dei giocatori o, meglio, la non reazione. Quella paventata da Pioli nell’intervista del post-partita e che lo ha visto un po’ abbandonato dall’ambiente, nelle figure più che altro del presidente, del direttore sportivo, se non dei giocatori più rappresentativi. Nessuno che insomma oltre l’allenatore abbia cercato di spiegare ufficialmente la situazione.

L’impressione è quella di una crisi annunciata, con uno spogliatoio spaccato e delle responsabilità oggettive che però nessuno sembra volersi prendere, come quella di una preparazione atletica probabilmente sbagliata visto che un organico preparato per un’eventuale impegno europeo, e prima ancora per la Supercoppa italiana, poi arrivato con l’Europa League al posto della Champions, non può mostrare stanchezza alla quarta di campionato, e pure con tanto di beneficio del turnover. La sostituzione anzitempo di Candreva al San Paolo non è stata gradita dall’uomo-simbolo della Lazio, così come la fascia di capitano andata a Biglia, uno rimasto malvolentieri a Roma, bloccato a Formello con le valigie in mano e con in testa ben altre destinazioni. Una serie dunque di problemi di una certa consistenza che chiedono di essere risolti mentre la squadra è chiamata al duplice impegno ravvicinato con Genoa e Verona.