Sembra ormai giunto il momento di scrivere la parola “fine” nel rapporto che lega il capitano Stefano Mauri e la Lazio. Potrebbe dire addio il trequartista biancoceleste dopo nove anni alla Lazio, 284 presenze, 46 reti all’attivo e 40 assist il quale però non riesce a siglare il gol più importante, quello del rinnovo contrattuale con la società di Claudio Lotito. Le parti si sono già incontrate due volte ma in entrambi i casi è stata fumata nera. A Mauri la Lazio propone un altro anno di contratto dimezzandone di fatto l’ingaggio. Dal milione e 200 mila euro della scorsa stagione si passerebbe a 600 mila, e il giocatore non ha accettato.

A guardarla bene è un po’ una strana vicenda quella di Mauri. Quando lo scorso anno il capitano laziale era stato coinvolto nel nuovo capitolo dello scandalo calcioscommesse nel bel mezzo dell’occasione del prolungamento contrattuale, la società aveva immediatamente preso le parti del giocatore rinnovandogli immediatamente fiducia e contratto, ora che giunto all’età di 35 anni (ma dopo aver trascorso una grande stagione rivitalizzato dal lavoro enorme fatto con Stefano Pioli) e un rinvio a giudizio pendente, per lui e per altri 103 indagati Conte incluso, emesso dalla Procura di Cremona sempre in merito all’affaire del calcioscommesse la Lazio torna sui suoi passi proponendo un dimezzamento d’ingaggio, anche in sintonia con la spending review, da sempre un marchio di fabbrica della gestione Lotito.

Mauri adesso rimane di fatto svincolato ed è molto difficile che decida di continuare a vestire i colori della Lazio per la prossima stagione. Più probabile che rimanga in attesa di una probabile chiamata dall’estero, magari dagli Stati Uniti visto che in passato alcuni club dell’MLS avevano manifestato un interesse concreto nei confronti del giocatore.