Lo scherzetto di Halloween alla sua Lazio Sinisa Mihajlovic lo confeziona con un giorno di ritardo, sbancando l’Olimpico nel posticipo domenicale con un perentorio 1-3 al termine di una prestazione straordinaria che per il suo Milan rappresenta non solo il maximum stagionale, ma sicuramente possiamo estendere la definizione anche agli ultimi due campionati. Le reti di Bertolacci, Mexes e del solito, implacabile Carlos Bacca sono solo la parte più visibile di una crescita esponenziale, e francamente inattesa in tempi così rapidi, di una squadra che sta trovando convinzione e una sorprendente solidità difensiva, soprattutto se si pensa che la Lazio veniva da nove vittorie interne consecutive.

Già dopo cinque minuti si capisce che la serata è propizia per gli Springboks, alias i gialloverdi, alias il Milan: Montolivo pesca Cerci con un lancio in profondità, l’esterno rimette al centro per Bacca, bravo a fare velo ancora per Montolivo che di prima apre per Bonaventura in ottima posizione, ma l’ex atalantino sbaglia l’aggancio permettendo il recupero alla difesa biancoceleste. Non è un fuoco di paglia, ma il preambolo a una recita sontuosa da parte del Milan, aggressivo, compatto e organizzato come mai si era visto in questo campionato, capace di sterilizzare completamente le fonti di gioco laziali, Biglia su tutti, e di spaventare Marchetti in più occasioni. Bonaventura ci prova con una sassata dal limite alta di poco (11’), ma è sull’asse Montolivo-Cerci che i rossoneri creano le migliori chance, come al 17’ e al 21’, ma in entrambi i casi l’ex granata si fa rimpallare la conclusione. Sono le prove generali per il meritato vantaggio che arriva al 25’: Cerci riceve palla sulla destra, si accentra e calcia, Bacca si avventa sul pallone senza toccarlo ma costringendo Marchetti a una respinta affannosa sulla quale è lesto Bertolacci, che da due passi ribatte in porta il suo primo gol con la nuova maglia, confermando i notevoli progressi delle ultime settimane. Purtroppo per lui e per Mihajlovic la sua gara finisce 5’ più tardi, quando nel tentativo di recuperare un pallone innocuo con un colpo di tacco si procura un probabile stiramento ai flessori della coscia destra. La Lazio prova a reagire, ma il Milan si difende con ordine e senza affanno, e al 37’ va a un passo dal raddoppio, ancora una volta con Alessio Cerci: splendido lancio di 30 metri di Montolivo e ancora migliore l’aggancio in corsa dell’esterno che da posizione defilata calcia di sinistro sul palo lontano, Marchetti è battuto ma il pallone sbatte contro il montante.

In tempi più felici di questi, Berlusconi soleva esortare il Milan a essere più forte di tutto, anche della sfortuna. La massima presidenziale cade particolarmente a fagiuolo per raccontare l’inizio della ripresa. Sugli sviluppi di una punizione biancoceleste Alex, fino a quel momento irreprensibile su Klose, prende un tremendo colpo alla testa da Donnarumma in uscita, e sviene in campo. Nulla di grave, fortunatamente, ma la sostituzione è d’obbligo. Entra Mexes, ennesimo ex giallorosso della sfida, accolto non molto benevolmente dal pubblico davanti al quale, lo scorso anno, si rese protagonista di uno scatto di follia (le mani alla gola di Stefano Mauri). Passano trenta secondi e, mentre la Curva Nord paragona Mexes a una pornodiva, lui salta col tempo giusto su punizione di Bonaventura, anticipa Marchetti in uscita e incorna la più perfida delle vendette roventi (8’). La Lazio sparisce dal campo e il Milan vive una decina di minuti di estasi, alla quale partecipano Bonaventura con un elastico su Basta e Kucka con un sombrero su Gentiletti. C’è gloria anche per Donnarumma: il bambino gigante salva prima su Lulic (23’) dopo dormita colossale di De Sciglio, e soprattutto sul destro violento di Felipe Anderson (29’, sulla respinta segna Kishna ma è in fuorigioco). E al 34’, con la Lazio disperatamente alla ricerca del gol, ecco il delitto perfetto: Bonaventura vede lo scatto centrale di Bacca e lo serve con un tracciante al bacio, il rapace colombiano s’invola verso Marchetti, lo salta e infila lo 0-3 a porta vuota, prima di andarsi a prendere l’abbraccio dell’incredulo settore ospite. L’unica nota negativa della serata sono gli infortuni: dopo Bertolacci e Alex si fa male pure l’ottimo Montolivo, che tuttavia è costretto a restare in campo perché Sinisa ha finito i cambi. La Lazio trova il gol della consolazione con Kishna (non perfetto Donnarumma, sorpreso sul proprio palo), ma nel recupero è ancora il Milan a sfiorare il poker. Ma non ce n’era bisogno: stasera bastano i tre punti, una prestazione di grande spessore e una classifica che ora dice quinto posto. Chi ci avrebbe scommesso, un paio di settimane fa?