Nel caso non fosse già chiaro il discorso, la Juventus mette l’ipoteca definitiva sul secondo scudetto consecutivo, vincendo per 2-0 contro una Lazio decimata ma orgogliosa grazie a una doppietta di Arturo Vidal (foto by InfoPhoto), e mettendo 11 punti tra sé e il più ravvicinato inseguitore, il Napoli, che tuttavia si è già arreso da un mesetto abbondante. Primo tempo eccellente dei bianconeri, a cui ha fatto seguito una ripresa amministrata con calma sovrana: le grandi squadre fanno così, e di grande squadra, nel campionato italiano, ce n’è una sola.

La Lazio non parte nemmeno male, provando a imitare, ovviamente con tutti i limiti del caso, il Bayern Monaco, ovvero pressando altissimo e sorprendendo alle spalle Asamoah e Lichtsteiner, creando superiorità numerica. Roba di cinque minuti o poco più, comunque, giusto il tempo perché la raffazzonata difesa biancoceleste (ben otto indisponibili per il povero Vlado Petkovic) combini il primo pasticcio: penetrazione di Vucinic, stasera a tratti in versione zlatanesca, e l’inguardabile Cana lo arpiona da dietro in modo evidente quanto sconsiderato. Rigore inevitabile, che il gelido Vidal trasforma nell’1-0. I padroni di casa provano a reagire e avrebbero anche la palla del pareggio: peccato che capiti sul sinistro non esattamente aristocratico di Cana, che cicca clamorosamente a non più di tre metri dalla linea di porta. Sul rovesciamento di fronte, Vucinic inventa un assist immaginifico per Vidal, sul quale chiude Ciani con un intervento alla disperata. Il raddoppio, tuttavia, è rimandato solo di un paio di minuti. La ditta è sempre la stessa: Vucinic arretra a far gioco e costruisce l’ennesimo pallone prezioso, stavolta per Marchisio, ma una deviazione del solito Cana lo fa pervenire a Vidal, che con un tocco sotto batte l’incolpevole Marchetti. La Juve gioca splendidamente, anche aiutata dal logico sfilacciamento della squadra di Petkovic, e prima Marchisio e poi Pogba vanno vicini alla terza rete.

Petkovic ridisegna la Lazio: fuori Hernanes, pessimo, e Mauri, in ritardo di condizione, e dentro Ederson e Kozak. I biancocelesti tengono molto meglio il campo e nel primo quarto d’ora sfiorano per due volte la rete che potrebbe riaprire il match: ma prima è Buffon a negare la rete a Ciani con un balzo felino su colpo di testa del francese, e poi è Kozak a divorarsi l’1-2, svirgolando malamente, sempre di testa, un bel cross di Ederson. Nulla, comunque, in confronto a ciò che aveva sprecato Marchisio poco prima: punizione velenosa di Pirlo, respinta di Marchetti e il centrocampista bianconero, avventatosi per primo sul pallone, trova il modo di sparacchiare alto a porta praticamente sguarnita. Passata la sfuriata iniziale, e complice anche l’infortunio di Ledesma (esordio per il classe ’95 Crecco), la Lazio perde slancio e per i bianconeri è uno scherzo controllare fino al novantesimo. Alla Juve bastano altri sette punti per festeggiare il 29esimo scudetto: a sei giornate dalla fine, il tappeto di velluto rosso è già srotolato ai piedi del Collettivo Conte.