Il post-partita di Lazio-Inter condito dalle inevitabile polemiche per l’arbitraggio di Massa e dei suoi assistenti della cinquina arbitrale responsabili di aver condizionato la gara è proseguito con le dichiarazioni ruvide e davvero poco eleganti del presidente biancoceleste Claudio Lotito (coinvolto anche in una singolare polemica a distanza con Hernanes) che, dopo l’intervento rabbioso ma civile del ds Igli Tare, si è espresso rilasciando alcuni commenti ad personam riportati dalla Gazzetta dello Sport: “Questo con me va a casa, ha rovinato una partita bellissima“. Ci sta la delusione per un match che avrebbe potuto essere fantasmagorico e invece si è trasformato in un assedio di Fort Alamo difeso dai nove uomini di Pioli rimasti in campo dopo le espulsioni di Mauricio e Marchetti col coltello tra i denti, ci sta la rabbia per aver fallito l’occasione di scavalcare la Roma in classifica, ma giungere alle intimidazioni non ci sembra accettabile.

Infatti non si è fatta attendere la replica del designatore Domenico Messina che sulle pagine del Messaggero ha dichiarato: “Io non ho niente da dire a Lotito. Io guardo in casa mia e gestisco gli arbitri come meglio credo. Io ho il dovere di non disperdere un capitale umano costruito negli anni. Sento sempre critiche ma mai proposte concrete”. Aggiungendo come chiosa la sua spiegazione in merito a uno dei capi d’imputazione dell’arbitraggio di Massa, la punizione calciata da Hernanes che ha portato al gol del pareggio nerazzurro viziato dal fuorigioco di Medel: “Massa è il primo ad essere dispiaciuto  In questo caso lui si è concentrato sulla barriera e su un eventuale fallo di mano e non ha percepito la posizione del giocatore cileno. Era convinto che Medel non avesse influito nel gol. Sottolineo però che la scelta del fischietto ligure non è stata una designazione azzardata, perché aveva dato ampie garanzie“.