Un destino di certo non dolcissimo quello di Pioli e della Lazio che, obbligati a incrociare cammino e “ferri” contro la Juventus per l’ennesima volta, non riescono a superare l’ormai invalicabile ostacolo bianconero, costretti così a fermarsi ai quarti di finale di Coppa Italia. Decisivo, manco a dirlo, il fatidico gol dell’ex. Lichtsteiner, nell’occasione. Un tocco di giustezza che, favorito dal palo colpito da Zaza, nonostante il tentativo di Berisha oltrepassa di poco la linea di porta.

Ma oltre all’onore del merito della Juventus c’è una sfortuna che attanaglia i biancocelesti come una morsa dall’inizio della stagione e che non riguarda direttamente gioco e risultati ma la situazione infermieristica. Anche o, forse, soprattutto in riferimento a uno dei suoi giocatori chiave come Lucas Biglia. L’argentino infatti – già fuori dai giochi un mese a inizio stagione per un infortunio al polpaccio – è stato costretto ad abbandonare il campo in barella nel finale di partita di Lazio-Juventus.

Il centrocampista biancoceleste è stato immediatamente sottoposto ad accertamenti e, come rivelato da un comunicato apparso sul sito ufficiale del club capitolino, è stato appurato che “in seguito a un forte trauma contusivo-distorsivo della caviglia destra, gli esami eseguiti hanno evidenziato la presenza di una tendinopatia post-traumatica del tibiale anteriore con interessamento capsulare del compartimento anteriore in assenza di lesioni osteo-cartilaginee” e che i tempi di recupero previsti sono “attualmente stimati intorno alle tre settimane, salvo complicazioni“.

Questo significa che Biglia sarà obbligato a salare i match contro il Chievo, l’Udinese, il Napoli e il Genoa, ovvero le squadre che non era riuscito ad affrontare durante il girone d’andata. Il centrocampista laziale si aggiunge così alla  lunga lista di infortunati che annovera anche De Vrij (per lui stagione finita), Marchetti, Kishna, Gentiletti, Basta e Morrison.