A un match di ritorno degli ottavi di Champions League che ha garantito spettacolo ed emozioni fino all’ultimo respiro come quello tra Chelsea e PSG, ne è corrisposto un altro che al contrario, benché condito da una valanga di gol, si è rivelato un autentico gioco al massacro. È così che il Bayern Monaco accede ai quarti di finale offrendo agli dei del calcio sull’altare della competizione europea lo Shakhtar Donetsk come vittima sacrificale  infliggendo agli ucraini un umiliante 7-0.

Nemesi teutonica. Dopo le critiche subite da Guardiola e l’intera squadra bavarese da parte dei media tedeschi in occasione del pareggio a reti bianche dell’andata a Donetsk, la serata all’Allianz Arena suona come una nemesi invereconda non tanto nei confronti dei nerarancio allenati da Lucescu ma proprio nei riguardi della stampa teutonica che aveva accusato il tecnico catalano e i suoi di poca concretezza, inconcludenza, gioco speculativo etc.

Bavarese salata ai 7 ingredienti. La partita in sé, sulla carta apertissima proprio in virtù del risultato incerto maturato in Ucraina e per le caratteristiche contrapposte delle due compagini – il Bayern dominatore assoluto del possesso palla e lo Shakhtar sultano della ripartenza – è in realtà finita dopo soli 3 minuti. L’incursione di Mario Götze nell’area avversaria che si infila come una lama affilatissima nelle carni della difesa dello Shakhtar incontra le gambe di Kucher per il rigore fischiato inevitabilmente da Collum e la conseguente, ma evitabilissima, espulsione del centrale difensivo di Kiev. La realizzazione dal dischetto di Thomas Müller dà il via all’inarrestabile festival del gol organizzato dal Bayern Monaco. A quel punto lo scenario tattico del match si dipingeva con i colori della desolazione: il Bayern in pianta stabile all’interno dell’area ucraina facendo addirittura torello e lo Shakhtar Donetsk che in inferiorità numerica, nonostante la rapidità di velocisti come Luis Adriano, Alex Teixeira e Douglas Costa, non riesce a mettere il naso fuori dalla propria metà campo. Risultato: una salatissima bavarese servita da 6 uomini vestiti in rossoblu e l’addio alla Champions edizione 2015.