Vittoria importantissima la quarta consecutiva in campionato quella dello scontro diretto con la Fiorentina che fa volare la Roma sulla vetta della classifica di Serie A con 20 punti, distanziando di due lunghezze sia la Viola che Inter, Lazio e Napoli (con queste ultime due vittoriose rispettivamente all’Olimpico contro il Torino e a Verona contro il Chievo). I giallorossi si dimostrano ancora una volta un ordigno offensivo esplosivo implacabile, capace di far male in ripartenza a qualsiasi squadra, anche a quelle meglio organizzate come la Fiorentina, che propone un calcio di grande livello.

La vittoria del Franchi per la squadra allenata da Garcia è anche uno dei primi test di maturità (perché il percorso di campionato è ancora molto lungo e ricco d’insidie), che arriva dopo una partita caratterizzata da pericolose “altalene” come quella disputata a Leverkusen col Bayer in Champions League. La macchina giallorossa nella sua “meccanica” è un bolide che una volta innescato il turbo (favorito dai cavalli-motore Gervinho e Salah) risulta difficile da frenare e anche contro la Fiorentina ha dimostrato davvero una rara spietatezza nel colpire l’avversario in maniera micidiale. Nel giro di poco più di mezzora la Roma si ritrova a tesaurizzare un duplice vantaggio: Salah, atteso ex, colpisce a freddo al 6′, Gervinho raddoppia al 34′dopo un contropiede al fulmicotone.

La Fiorentina nel complesso ha ben poco da rimproverarsi, se non la sbavatura fatale di Roncaglia in occasione del contropiede dell’ivoriano, perché costruisce tantissimo (basterebbe controllare i dati del possesso palla, paurosamente dalla parte dei viola: 70%), fa densità a centrocampo, crea gioco e occasioni anche grazie a un sistema di gioco molto ben articolato e strutturato e a un attaccante come Kalinic che possiede un peso notevole specifico là davanti aiutato moltissimo la squadra proprio in fase di costruzione. L’unico rammarico è che a fronte di un’ottima tecnica di base, il croato sciupi una marea di occasioni decisive.

Il percorso di maturità della Roma consiste nel mantenere alto il ritmo e la concentrazione, cercando di abbassarsi il meno possibile. Cosa abbastanza difficile quando si gioca contro una squadra che, come la Fiorentina, gioca un gran calcio. Però l’undici di Garcia regge fino alla fine, serrando un po’ le fila i difesa grazie al buon lavoro di Rüdiger e, soprattutto, di Manolas e a centrocampo di Vainqueur e un grande Nainggolan, fino cioè all’espulsione di Salah (una sciocchezza da parte dell’egiziano) e la rete allo scadere di Babacar, quando Paulo Sousa decide di aumentare a dismisura la potenza di fuoco della sua corazzata.

Ottimo anche il contributo di Edin Dzeko, al suo ritorno in campo dal primo minuto dopo l’infortunio, sempre un punto di riferimento in attacco anche quando non segna e fondamentale sulla trequarti in fase di non possesso come primo giocatore pronto a innescare la fase difensiva.