Al Castellani contro l’Empoli arriva, nell’anticipo dell’ottava giornata di ritorno di Serie A, il sesto successo consecutivo da parte della Roma che ora, aspettando il big match del Franchi tra Fiorentina e Napoli, è terza a soli 4 punti dai partenopei e a 5 dalla Juventus (impegnata in serata allo Stadium contro l’Inter). Sicuramente molto dipende dagli esiti dei due match menzionati per quanto riguarda Napoli e Juve ma dopo queste sei vittorie di fila ormai non si tratta più neppure solo di terzo posto ma di campionato in generale riaperto, poiché mancano ancora ben 11 giornate alla fine del campionato e tutto ancora può succedere.

Con le defezioni dell’ultim’ora da parte di Manolas e Florenzi, Spalletti è costretto a ridisegnare la difesa e parte dell’assetto generale. Zukanovic e Maicon prendono il posto dei due influenzati, ma anche davanti il tecnico toscano cambia le carte in tavola decidendo di lasciare in panchina Dzeko e di schierare Perotti e El Shaarawy. Scelta che si rivela da subito azzeccatissima perché l’argentino prende le redini del gioco offensivo e il Faraone colpisce con un missile terra-aria da fuori area già al 5° minuto.

L’Empoli però non si scoraggia e, nonostante l’assenza di due colonne portanti come Tonelli e Saponara, grazie a un fine ragionatore del centrocampo come Paredes, continua a tessere le sue trame rendendosi spesso pericoloso in ripartenza, come nel caso della rete del pareggio, raggiunta in virtù di una sfortunata deviazione nella propria porta da parte di Zukanovic, favorita da una bella incursione di Mario Rui.

La Roma di Spalletti (ora si può davvero dire) però è una squadra che ora riesce a sfruttare a pieno l’enorme potenzialità dei suoi protagonisti, perché possiede tanta qualità. Oltre a costruire costantemente trame offensive, riesce grazie a giocatori del calibro di Pjanic a ribaltare immediatamente un risultato. Al bosniaco basta ad esemio una punizione. E se non gli è sufficiente il piazzato, allora gli basta una ribattuta sullo stesso piazzato.

Nella seconda frazione di gioco l’Empoli rimane perfettamente in partita, che diventa spettacolare perché le due realtà contrapposte iniziano a darsi battaglia giocandosela sempre a viso aperto. La Roma organizza manovre avvolgenti pervenendo spesso alla conclusione senza soluzione di continuità ma i padroni di casa ribattono colpo su colpo e con Pucciarelli e Maccarone e le frequenti incursioni di Krunic, Zielinski e Croce riescono a spaventare Szczesny in più di un’occasione.

Da una ripartenza giallorossa però nasce il gol del definitivo 1-3 al 74′ con Skorupski che non trattiene un diagonale insidioso di Salah, come sempre attivissimo e in un ottimo momento di forma, quando giunge ancora una volta El Shaarawy che si ritrova la palla sui piedi per depositarla agevolmente nel sacco. L’Empoli è indomito, entrano anche Michedlidze e Livaja, ma il risultato ormai non cambia più.