Finisce 2-1 per la Roma all’Olimpico il primo big match del campionato a bruciapelo alla seconda giornata contro la Juventus con la squadra della Capitale che domina per buona parte della gara ma rischia di riaprire clamorosamente il match su un finale infuocato, a causa di un’ingenuità di Keita e di un atteggiamento che tradisce ancora immaturità di fronte a una compagine che non ti concede la minima distrazione pur essendo lontana dalla Juventus sovrana che conoscevamo.

Primo tempo vertiginoso per la Roma che riesce a chiudere la Juventus dentro il perimetro della propria area nei primi minuti di gioco e oltre e con i bianconeri, sottoposti alle pressione della squadra di casa, praticamente incapaci di oltrepassare la propria metà campo. L’undici di Garcia mostra immediatamente di poter sostenere un gran ritmo a dispetto di una temperatura proibitiva. La strategia delle due compagini sembra proprio tener conto delle condizioni climatiche che a inizio campionato con la fatica dei carichi della preparazione sulle gambe non può non costituire un fattore. È però una strategia opposta poiché presenta una Roma che ha preferito aggredire da subito e una Juventus decisamente più conservativa.

La Roma ha con una certa insistenza spesso la corsia di sinistra dove si è spesso aperta grazie all’offensiva di Iago Falque coadiuvato da un ottimo Digne, al debutto con la maglia giallorossa. Sul versante di destra invece Salah e Florenzi hanno tentato qualche timida incursione. Il fatto di avere finalmente trovato un finalizzatore come Dzeko consente alla squadra allenata da Garcia di trovare soluzioni anche aeree, e per questo motivo quella di Iago Falque è una presenza importante perché c’è bisogno naturalmente di cross. La Juventus troppo schiacciata e dal baricentro basso rischia di subire gol al 25′ ma il tiro di Pjanic da fuori aerea si stampa sul palo.

Nella ripresa Allegri cerca di dare un po’ la scossa ma la Juve non va oltre qualche accenno di verticalizzazione, si gioca però molto di più a due fronti. Al 60′ il preludio del gol giallorosso sulla magistrale punizione di Pjanic, scolaro di Juninho Permambucano, con Buffon che compie il miracolo su Dzeko favorito da un rimpallo in area bianconera. Il centrocampo della Juventus fa una gran fatica a produrre gioco. Evra nel giro di cinque minuti viene ammonito e poi espulso e la Roma raddoppia immediatamente con Dzeko.

Quando sembra ormai finita, doppio vantaggio e Juventus in inferiorità numerica, una sciocchezza di Keita, fino ad allora uno dei migliori in campo, che perde palla a centrocampo innescando il contropiede juventino finalizzato da Dybala per il suo primo gol in bianconero. Ingenuità che la Roma potrebbe pagare carissimo perché la Juve ritrova l’istinto killer e si getta in avanti alla disperata con Morata (subentrato a Mandzikic) e Bonucci che sfiorano l’impresa. Roma che alla fine porta a casa tre punti sospirando e soffrendo una partita che aveva dominato. Lavoro e arrabbiature da smaltire per Garcia condite da un pizzico di felicità. Lavoro e tanta pazienza per Allegri, ora a -6 dalla vetta.