In quelle giornate un po’ così, con quelle partite un po’ così, amaramente memori della serie di pareggi inanellata dalla Roma durante la scorsa stagione, e che marcò differenze decisive di classifica stabilendo l’allontanamento progressivo dalla Juventus capolista nella seconda parte del campionato, con la delusione nel cuore per non aver portato a casa la vittoria contro un comunque ottimo e tenace Sassuolo, un lampo ha illuminato il grigiore umorale dell’Olimpico: l’assist di Pjanic, dopo l’errore di Consigli, per il 300° gol di Francesco Totti (quota 244 in Serie A). Viziato solo da un fuorigioco non ravvisato.

Cronaca di una festa annunciata a Roma e sugli spalti dell’Olimpico, che avrebbe però dovuto coincidere con una festa totale sancita dalla vittoria che però non giunse. E lui, il capitano, fedele alla maglia e alla linea come sempre:

“Trecento reti rappresentano molto, si tratta di un bel numero… ma di mio oggi avrei preferito vincere e prendere i 3 punti contro il Sassuolo. Nel calcio gli obiettivi da raggiungere come collettivo devono essere sempre prioritari rispetto a quelli individuali, io sono davvero contento solo quando la Roma vince. Mercoledì sera andremo a giocare in casa della Sampdoria: testa ai blucerchiati quindi e concentrati sul fare risultato”

Intanto però l’appuntamento con la storia, almeno quella del calcio e, più perimetralmente, della Roma, non glielo toglie nessuno. Così come le migliaia di condivisioni dell’hashtag #Totti300, per Francesco Totti eroe dei nostri giorni, un po’ come Leonida alle Termopili. Non è da tutti raggiungere certe quote, in Italia, anzi non è da quasi nessuno siglare 300 centri, da quel primissimo Roma-Foggia 1-1 dell’ormai lontanissimo 4 settembre ’94, quando quel ragazzino che stava per compiere il suo 18° compleanno infilava Francesco Mancini, al gol di ieri, dopo aver firmato l’ultima rete ufficiale il 31 maggio scorso nel match Roma-Palermo.

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