Ancora una volta Fiorentina-Roma è un match che non delude le attese perché, come era lecito aspettarsi – conoscendo i precedenti e la sana rivalità tra i due club –  le squadre allenate rispettivamente da Paulo Sosa e Luciano Spalletti hanno dato spettacolo per tutti i 95 minuti di partita. Il sostanziale equilibrio tra viola e giallorossi a un certo punto è stato spezzato da un gol – l’unico – di Badelj che ha saputo regalare alla squadra di casa tre preziosissimi punti che ridonano fiducia a un ambiente delicato e in qualche modo dalla serenità incrinata, specialmente dopo i 3 soli punti in classifica (con una gara però da recuperare in classifica) i rumors che davano un allenatore pronto a dire addio a Firenze, scontento per la scarsa campagna acquisti estiva, e la gara incolore col Paok in Europa League.

Una vittoria che, qualificata dal valore di un avversario come la Roma, giunge dunque opportuna anche se viziata da un gol in palese fuorigioco perché quando parte il missile del croato da fuori area, Kalinic partecipa attivamente all’azione (allarga le gambe lasciando sfilare la palla) anche se risulta ininfluente per la visuale di Szczesny. Neanche a dire che la Roma non ce l’abbia messa tutta perché, presentatisi col consueto 4-3-3 al Franchi, i giallorossi hanno giocato il loro solito gioco offensivo mettendo spesso in seria difficoltà la retroguardia viola e in serio pericolo la porta difesa da Tatarusanu, chiamato sovente al miracolo.

Si è trattato in sostanza di un match giocato a viso aperto, andando colpo su colpo, senza tatticismo alcuno con continui e repentini rovesciamenti di fronte. Forse alla Roma è mancata lucidità e fortuna negli ultimi 16 metri. Ed è mancato soprattutto uno dei giocatori più attesi, ovvero l’ex Salah che invece durante la scorsa stagione aveva fatto scintille contro la sua ex squadra. Ma anche Perotti non è stato, stranamente per i suoi standard, il top dell’incisività. Anche la Fiorentina d’altro canto ha giocato bene la sua partita non tirandosi mai indietro e non arretrando mai il proprio baricentro. Ha mostrato certamente quel pizzico di cinismo in più nel saper colpire a morte una squadra che ha dato il massimo per fare il risultato e alla quale questa volta non è bastato il genio del capitano Francesco Totti per risolvere la partita. Anche i tanti errori da una parte e dall’altra hanno innescato una riflessione sul rapporto estreammente sbilanciato per le due squadre tra mole di gioco creata e occasioni buttate al vento.