Come era lecito attendersi alla vigilia del restante, corposo, nucleo di partite della decima giornata di campionato di Serie A giocate infrasettimanalmente, è durato poco il primato dell’Inter poiché la Roma ha riconquistato subito la vetta della classifica sbarazzandosi agevolmente di un’Udinese non all’altezza del compito, che si sveglia troppo tardi dal torpore per impensierire la capolista, capace di fare malissimo se lasciata libera di interpretare il suo gioco veloce, preciso e verticale. Una macchina da gol che non conosce sosta, e che ora incassa anche meno reti.

Nonostante la situazione infortuni in casa giallorossa non sia tranquillizzante (Totti, Keita, De Rossi, Castan ancora non al meglio) e con Salah squalificato, la Roma quest’anno dispone di un organico di ottima qualità capace di sopperire perfettamente alle assenze. Rüdiger, Vainqueur, Iago Falque stanno dimostrando grande affidibalità in ogni reparto e vecchi (Manolas, Florenzi, Nainggolan, Pjanic, Gervinho) e nuovi (Digne, Dzeko) stanno fornendo buonissime garanzie di rendimento per una squadra che ha pochi punti deboli e che sa proporre diverse soluzioni di gioco.

Ad es. Dzeko risulta fondamentale anche quando non segna, perché fa salire la squadra, la fa giocare bene, fa un gran movimento nell’area avversaria e spesso porta via diversi uomini creando spazi e facilitando l’incursione dei centrocampisti. Come se non bastasse, è anche sempre il primo giocatore a difendere. Nella gara contro la Fiorentina, comunque vinta, era nata una certa preoccupazione poiché i viola a livello di gioco avevano mostrato un allarmante predominio, ma con l’Udinese è stata tutta un’altra partita perché la squadra di Colantuono non fa possesso palla e spesso preferisce attendere l’avversario nella propria metà campo.

La Roma non aggredita ha avuto in sostanza libertà di esprimersi e offendere e dopo neanche dieci minuti era già in vantaggio di due gol grazie al solito Pjanic (in quest’occasione non su punizione) e a uno strepitoso Maicon, incontenibile sulla fascia come ai bei tempi. Nainggolan e Pjanic a centrocampo hanno messo a soqquadro sia difensivamente che in fase di possesso l’intera mediana bianconera. L’Udinese ha fatto una gran fatica a entrare in partita seriamente, colpita così a freddo non ha avuto la lucidità necessaria per reagire, e quando lo ha fatto (grazie anche agli innesti di Bruno Fernandes e Edinilson nella ripresa), e quando lo ha fatto (il gol del definitivo 3-1 siglato da Thereau) è stato troppo tardi.