Posticipo serale della 5a giornata di ritorno positivo per la Roma che contro la Sampdoria all’Olimpico infila la terza vittoria consecutiva dopo la sconfitta con la Juventus. Approfittando dei pareggi esterni di Fiorentina e Inter (contro, rispettivamente, Bologna e Verona), ora i giallorossi sono a soli 2 punti dal terzo posto, ovvero dalla zona Champions, e i nerazzurri distano solo un punticino.

Ma con i blucerchiati non è stato rose e fiori, anzi. A un buon primo tempo e parte del secondo in cui la Roma ha decisamente dimostrato di saper prendere le redini della situazione, è seguita una fase di ribaltamento, soprattutto dopo il gol del 2-1 (tiro di Fernando con deviazione decisiva di Pjanic) al 12′ della ripresa, con la Samp che, alla ricerca del pareggio, ha cominciato a macinare più gioco a centrocampo rendendosi pericolosa varie volte dalle parti di Szczesny, colpendo anche una clamorosa traversa su girata di Cassani all’87′. E alla fine è un 2-1 che, a conti fatti, va un po’ stretto all’undici di Montella, considerando l’ottima reazione.

Al contrario per i padroni di casa, ai quali sembravano finite benzina e idee nell’ultima mezzora di gioco, si presentano di nuovo quei vecchi problemi dovuti al calo di tensione e concentrazione, quando si pensa di aver raggiunto una presunta sicurezza del risultato. Fino al gol doriano la Roma, pur a fatica, vista la consueta densità a metà campo degli avversari, ha controllato e gestito il gioco e, dopo la rete di Florenzi che ha chiuso il primo tempo, il gol dell’indomito e onnipresente Diego Perotti, indubbiamente il migliore in campo, sembrava aver chiuso i giochi. L’ingresso di Dzeko, sempre più in crisi d’identità, però non ha aiutato a tenere alta la squadra, con la Roma che anzi ha abbassato pericolosamente il baricentro.

Quagliarella, subentrato a Muriel e Correa prima e Cassano poi hanno alzato la qualità (e la quantità) del gioco blucerchiato. Fernando e Barreto si sono fatti carico di spingere sull’acceleratore nella duplice fase, impostando con maggior raziocinio e incisività la manovra, Soriano invece non è mai riuscito veramente a entrare nel vivo della partita, ma la sua presenza in campo si è fatta comunque sentire. La Roma ha commesso errori in uscita e in ripartenza ma il baluardo eretto da un grande Manolas insieme a Rüdiger ha retto fino alla fine.