La Roma risponde alla miriade di critiche rivolte dai tifosi (molti dei quali hanno disertato la curva sud dell’Olimpico in occasione della partita) alla squadra battendo il Carpi 5-1 nell’anticipo della sesta giornata di campionato e salutando idealmente con una manita l’intera frangia di tifoseria miscredente che con un significativo gesto di dissenso ha disertato gli spalti. Un risultato che invece, sonoro e inequivocabile, testimonia il fatto che i giallorossi sono in salute e pronti a lottare per i vertici della classifica e che la débacle di Genova contro la Sampdoria è stato frutto di un caso avverso, come la sfortunata autorete di Manolas nel finale, un totale paradosso per la mole di gioco prodotta.

E proprio il difensore greco Manolas ha siglato il riscatto aprendo le danze con il Carpi con il primo dei cinque squilli di tromba che hanno riconsegnato alla Roma i tre punti dopo il derby col Frosinone. Contro gli emiliani la squadra allenata da Garcia si è dimostrata sicuramente più determinata e più concreta in fase di finalizzazione. Certo, prestazioni di grande spessore come quella di un Gervinho indiavolato (se mantenesse questa costanza di rendimento, sarebbe tutta un’altra Roma), di un Pjanic stratosferico e di una difesa solida e attenta, hanno senz’altro aiutato a trovare quell’equilibrio di cui la Roma aveva un po’ perso le tracce, e anche l’oggettiva discrepanza di valori in campo ha pesato nell’economia di un match che i giallorossi non hanno avuto difficoltà a portare dalla propria parte.

Il Carpi ha retto finché ha potuto, seguendo il consueto tema tattico dell’arrocco difensivo con ripartenze, e c’è mancato poco che Borriello non combinasse lo scherzetto dell’ex, perché prima della rete del vantaggio di Manolas ha avuto la possibilità di cambiare le sorti della partita, ma a sciupato anche grazie a un grande intervento di De Sanctis. Poi agli uomini di Castori è mancata la qualità necessaria in mezzo al campo per fronteggiare una realtà oggettivamente più forte e attrezzata e anche quando ha deciso di passare dal 3-5-2 a un 4-2-3-1 più offensivo, la Roma aveva già praticamente chiuso i giochi tenendo in mano le redini di un match che stava andando in una sola direzione. Bravi anzi gli emiliani sullo 0-3 alla mezzora a ridare un alito di speranza andando a segno sempre con Borriello, ma contro una Roma così non poteva bastare.