Trasferta amara quella di Magonza per la Lazio di Pioli che dopo i match contro il Vicenza di Marino (1-0), l’Anderlecht (3-19 e il Sigma Olomouc (3-2), rimedia la quarta sconfitta in amichevole in questa fase non proprio positiva della pre-season biancoceleste. Un 3-0 sonoro e innappellabile come il coro festante sugli spalti del Bruchwegstadion che mette in evidenza preoccupanti segnali di inadeguamento da parte di una compagine non ancora ritrovatasi dopo la straordinaria stagione appena trascorsa.

I disagi maggiori si sono registrati nel reparto difensivo, incapace e disattento nell’arginare l’offensiva tedesca, a partire dal primo gol del Mainz siglato al 43′ quando la coppia Mauricio-Gentiletti si alza troppo presto lasciando in gioco il neo-acquisto giapponese Muto, libero d’involarsi verso la porta di Marchetti per poi inventare un meraviglioso assist per Malli che deposita in rete a porta vuota. L’assenza di De Vrij pesa come un macigno, Mauricio è disastroso e l’innesto di Hoedt non ha ancora dato i suoi frutti. La Lazio era partita bene grazie a Felipe Anderson, uno di più attivi e dinamici, che si era presentato solo davanti al portiere sparando addosso a Karius, poi però si è gradualmente sciolta come neve d’estate.

Anche il centrocampo ieri ha deluso ritrovandosi senza idee e con enormi deficit in fase d’impostazione, risolti in parte con l’ingresso di Biglia nella ripresa, ancora in ritardo di condizione dopo le vacanze post-Copa América. Forse avrebbe fatto comodo quel Johannes Geis sul quale la Lazio aveva dimostrato enorme interesse portandolo a visitare anche Formello, ceduto proprio dal Mainz allo Schalke 04 per 12 milioni di euro. Non mostra eccessiva preoccupazione il tecnico Pioli sostenendo a fine partita che ciò che veramente conta è arrivare bene all’appuntamento dell’8 agosto con la Juventus a Shanghai per la Supercoppa italiana.