L’idea di finire bene la stagione è ormai l’unico obiettivo o ambizione rimasti all’Inter ma, evidentemente, anche questa estrema ratio sembra difficile da raggiungere visto che nella serata del primo maggio dell’Olimpico, una Lazio ordinata e ben messa in campo senza nulla di trascendentale riesce ad avere la meglio (2-0 il risultato finale) con una certa nonchalance sui nerazzurri confermandosi da anni bestia nera della milanese in trasferta (e non solo). Chiaramente pesa proprio il fattore motivazionale in questi casi poiché all’Inter è rimasto il solo compito di tenere a bada una Fiorentina in sintomatica débacle di fine stagione blindando il quarto posto, mentre la Lazio può ancora sperare in una qualificazione in extremis in Europa League.

Infatti l’approccio al match è nettamente differente con la Lazio molto più propositiva e ordinata e un’Inter che al contrario fa fatica a entrare nel mood giusto. Non passano neanche 8 minuti che i padroni di casa sono già in vantaggio con una rapida e funambolica combinazione Klose-Lulic che mette il tedesco davanti ad Handanovic, scavalcato poi dallo scavetto dell’esperto centravanti teutonico che insegue il record di Pandev come miglio realizzatore straniero della Lazio (61 contro i 64 del macedone). I nerazzurri tentano di reagire ma l’indigenza d’idee e la scarsa precisione nella costruzione della manovra regnano sovrane.

Brozovic, spesso mente e luce dell’Inter, non entra in partita, Jovetic là davanti cerca di inventarsi qualcosa ma anche il montenegrino è in serata opaca e non vede quasi mai Icardi per un feeling che stenta a decollare. Non soltanto a causa del numero 10. La Lazio si limita a controllare l’offensiva interista laddove il migliore a prendere l’iniziativa è Kondogbia, cresciuto moltissimo negli ultimi due mesi. Ma il francese ha ancora dei limiti nella precisione e nei ritmi di gioco. Spesso s’incaponisce nei dribbling ma questo anche perché non trova compagni cui affidare palla, quando lo fa però è efficace, come nel caso dell’assist d’oro che porge a Jovetic, il quale però si fa respingere il tiro a pochi passi da Marchetti.

Nel secondo tempo l’Inter aumenta la velocità nei giri palla, alla distanza viene fuori Perisic, sempre decisivo quando c’è da imprimere accelerazione al gioco. La Lazio però risponde con un buon pressing a centrocampo (il duo Onazi e Biglia lavora benissimo sotto questo aspetto), concedendo pochissimo ai nerazzurri. Le ripartenze poi fanno malissimo all’Inter, sia con Candreva che con Keita, scatenato sul versante sinistro con la difesa nerazzurra sovente in grande affanno. Da una sua volata nasce il fallo da rigore provocato da un ancora troppo ingenuo Murillo, che incontra così anche il secondo cartellino giallo della serata. Candreva fa 2-0 dagli undici metri all’84′ e con l’Inter rimasta in 10 chiude di fatto la partita.