Un po’ a tratti, un po’ a singhiozzo – si scelga pure il modo di dire più congeniale – si rivedono sprazzi di quella Juventus che ha dominato il calcio peninsulare negli ultimi anni. Così quella di scena al Castellani contro un Empoli col quale c’è ben poco da scherzare. Ovvero un club “piccolo”, se ha ancora senso questo termine, con ambizioni dimensionate ma estremamente intelligenti e lungimiranti. Una società che misura tutta la sua serietà dal bell’investimento sui vivai a una prima squadra capacissima e meritevole di competere nella massima serie. Un lavoro, quello intrapreso da Maurizio Sarri, passato nelle abili mani di Giampaolo.

La serie positiva dei toscani, 7 punti nelle ultime tre partite di campionato, è interrotta solo da una squadra tecnicamente superiore come la Juventus, che tuttavia fatica tutto un tempo per avere la meglio sui padroni di casa, passati addirittura in vantaggio al 19′ con una rasoiata rasoterra di Maccarone imprendibile per Buffon. Ci vogliono appunto una ritrovata concentrazione e cattiveria per rimettere in piedi un match che si era incanalato di nuovo male per i bianconeri.

L’uno-due Mandzukic-Evra mentre si va verso il finale di primo tempo, complice le imperdonabili distrazioni della difesa empolese, mostra il divario qualitativo tra le due forze in campo, e la Juve che ha ribaltato il risultato, durante la seconda frazione di gioco, giocando con maggior serenità, riesce ad amministrare il gioco senza eccessivi patemi e, anzi, aumentando il vantaggio con il subentrato Dybala sebbene su azione viziata da fuorigioco di Lichtsteiner imbeccato da Pogba.

Una superiorità, quella bianconera, che non consente all’Empoli di tornare in partita, nonostante gli sforzi offensivi orchestrati da Saponara e il cambio a centrocampo con l’uscita dello spento Paredes a favore del sempre ordinato Dioussé. Non tutto funziona ancora alla perfezione nella Juventus. Morata spostato sull’esterno non funziona, Pogba viaggia ancora a corrente alternata, il centrocampo non esercita più lo strapotere degli scorsi anni. Però la fase di crescita è visibilmente in evoluzione.