Dopo la disfatta “morale” del Meazza in Coppa Italia contro l’Inter, la Juventus all’Atleti Azzurri d’Italia contro un’Atalanta bisognosa di risalire la china era chiamata a dare subito energiche risposte e a se stessa e a un Napoli davvero malintenzionato a demordere sulla corsa scudetto, che aveva regolato il Chievo nell’anticipo serale del sabato. Non è stata certo una gara facile quella di Bergamo ma la Signora ne è uscita, come sempre, da grande squadra, concedendo poco o nulla agli avversari e portandosi a casa tre punti molto preziosi per ristabilire le debite distanze dai partenopei, comunque ancora molto vicini in classifica.

Reja decide quasi a sorpresa di non schierare dall’inizio Diamanti il quale, oggettivamente, non ne ha ancora per 90 minuti, e di affiancare dunque al veterano Borriello il giovane Monachello, che ha faticato un po’ a trovare l’alchimia con l’ex centravanti di Milan, Roma e Juve. Scelta che naturalmente costa ai bergamaschi in termini di gioco, invenzione e pericolosità. La Juventus invece costruisce molto e raccoglie poco, la sua manovra è sempre molto cartesiana e penetrante ma manca il solito guizzo vincente di Dybala o di Mandzukic, o di Pogba e Khedira.

Allora ci pensa un certo Andrea Barzagli che, approfittando dei piazzati, si presenta spesso e volentieri dalle retrovie proiettandosi nell’area avversaria. Da “The Wall” a goleador insomma il passo può essere breve, e Barzagli sembra compierlo anche con una certa nonchalance, visto che la difesa atalantina se lo dimentica quando l’ex centrale di Palermo e Wolfsburg si presenta a tu per tu con Sportiello. La forza della Juventus in definitiva è anche questa: avere a disposizione sempre una miriade di soluzioni per portare il match a proprio vantaggio.

Un vantaggio che però, a conti fatti, rimane in bilico per quasi tutto il match nonostante i bianconeri riescano pur sempre a condurre le danze gestendo con una certa sicurezza la partita e amministrando il proprio esiguo 1-0, poiché l’Atalanta non riesce quasi mai a essere incisiva e accendere allarmi dalle parti di Buffon, che comunque si guadagna lo stipendio con i tentativi di De Roon e Masiello. Nel pomeriggio in cui i “vip” annaspano sotto rete, tocca dunque ai “soliti ignoti” togliere le castagne dal fuoco. Spazio quindi a Mario Lemina, subentrato a Khedira, che dopo un bello slalom tra la difesa nerazzurra trafigge Sportiello con un esternaccio diabolico per il definitivo 0-2.