La Juventus le vince tutte perché anche a tre giornate dalla fine di un campionato già ampiamente conquistato abbatte allo Stadium anche il Carpi bisognoso di punti per raggiungere la quota salvezza. Impietosa anche senza essere bellissima, la Juve porta a casa altri tre punti per onorare il suo finale di campionato e non mollare davvero mai con nessuno e per nessun motivo, grazie a due gol messi a segno da Hernanes (prima rete nella Serie A targata 2015-2016 per il centrocampista brasiliano) e dal solito Zaza, uno che gioca poco ma quando lo fa il suo zampino ce lo mette spesso e volentieri. Gli emiliani invece vengono raggiunti dal Palermo condividendo così la terzultima posizione in una classifica che ora si fa davvero pericolosa.

Una grande come la Juve contro una piccola come il Carpi, un match insomma dal risultato scontato visto il divario tecnico in campo. Ma la partita non è stata poi così scontata. Certo, forse da una squadra che si deve salvare ci si aspetta un po’ di più di quanto evidenziato dal Carpi, ma è anche vero che i bianconeri, anche – lo ripeteremo fino allo sfinimento – a scudetto cucito sulle maglie non concedono nulla a nessuno e proseguono la loro striscia infinita di vittorie, per altro senza subire gol. D’altronde Castori conosce bene i limiti della sua squadra e mette in atto l’unico gioco che sa fare, ovvero catenaccio e contropiede. proprio come il più classico e tradizionale gioco all’italiana.

È così che dunque il Carpi allo Stadium cerca di stanare i padroni di casa resistendo quasi un tempo e, sicuramente di più, se non fosse stato per l’errore di Belec sul tiro dalla distanza non certo imprendibile di Hernanes. La Juve ha saputo attendere pazientemente l’errore dell’avversario, come ha sempre fatto in questa stagione, per poi colpire inesorabilmente. Paga in qualche modo del proprio operato in campionato, non ha quasi mai forzato le giocate cercando anche di conservare le energie in vista dell’ultima sfida di stagione, quella col Milan nella finale di Coppa Italia dell’Olimpico del 21 maggio. In sostanza, non una scampagnata da 1° maggio ma neanche un lavoraccio faticoso battere questo Carpi che di fatto non ha quasi mai impensierito Buffon. Si contano alla fine solo 2 occasioni vere.

Poi, quando Allegri si sbraccia da bordo campo coi suoi perché a un certo punto, dopo tanto “cincischiare” con possesso e giri palla, i match bisogna chiuderli, arriva puntuale come un orologio svizzero il gol di Simone Zaza, uno che per l’appunto agli appuntamenti col gol non manca mai. Gli uomini di Castori han cercato di contenere il più possibile e di ripartire cercando di bugerare centrocampo e difesa avversarie ma senza mai creare troppa apprensione perché nelle varie verticalizzazioni è mancata spesso velocità e precisione. È stata proprio la troppa differenza qualitativa il discrimen di un match che, impostato tatticamente anche bene da Castori, non ha potuto alla fine dare risultati soddisfacenti.