Dopo Udinese-Juventus edizione 2016 ormai il fatto è conclamato: la Juventus torna prepotentemente a candidarsi per lo scudetto in questa nuova stagione di Serie A iniziata per i bianconeri nel peggiore dei modi e proseguita con una rimonta clamorosa che dopo la bellezza di dieci vittorie consecutive, in seguito alla sconfitta contro il Sassuolo, ha portato la Juve a scalare la classifica fino alla seconda posizione, scavalcando l’Inter, a ridosso del Napoli capolista, ora distante solamente due punti.

Non ha portato dunque bene all’Udinese l’esordio nel nuovo stadio definitivamente ultimato del capoluogo friulano: la Dacia Arena. Sono bastati 25 minuti d’orologio alla Juventus per chiudere i giochi, dopodiché non c’è più stata praticamente partita e i tetracampioni d’Italia hanno comodamente potuto gestire il match a proprio piacimento conservando e risparmiando energie utili per il big match di domenica prossima allo Stadium contro la Roma e, prima ancora, contro la Lazio in Coppa Italia.

La doppietta del sempre più super Paulo Dybala, giunto a quota 11 gol in campionato e autentico colpo di mercato – a questo punto – della Juventus, e la rete messa a segno da Khedira lasciato praticamente solo in area (con il tedesco che avrebbe potuto portare a due il suo bottino giornaliero se Karnezis, sempre nel primo tempo, non ci avesse messo le dita su un suo tiro ravvicinato dopo una lunga discesa sulla destra), piegano l’Udinese e l’espulsione per il fallo da ultimo uomo di Danilo sul fallo da rigore (poi trasformato dall’argentino) pongono la parola fine sul match.

Buffon si guadagna lo stipendio su un insidiosissimo piazzato di Lodi ma oltre quello l’udinese non riesce ad andare contro una Juventus in pieno controllo della partita e, soprattutto, dopo l’arrivo della quarta marcatura ad opera di Alex Sandro al suo primo centro stagionale, addirittura siglato con un destro a giro di precisione goniometrica, che per un mancino non è affatto male. Una Juventus che si dimostra ancora una volta Signora del campo e che, anche senza Pogba (defezione dell’ultimo minuto) e con un ritrovato Asamoah al suo posto nel ruolo di interno di centrocampo, è pronta a sferrare il suo assalto al Napoli primo in classifica.