Non è la più bella quella suonata al Ferraris contro la Sampdoria ma è comunque una nona sinfonia estremamente sintomatica di uno stato di forma davvero incredibile da parte di una Juventus che dopo una partenza col freno a mano in campionato e piena di problemi, adesso non sembra volersi fermare più. Due mesi fa era soltanto quindicesima ma dopo la sconfitta contro il Sassuolo (vincitore, tra l’altro, al Meazza contro la concorrente Inter) qualcosa è realmente cambiato nella testa dei bianconeri attuando un’autentica inversione di tendenza e adesso, vista tanta inarrestabilità, la Juve, seconda in classifica con i nerazzurri, è tornata a fare paura.

Senza un grande equilibratore del centrocampo come Marchisio, squalificato per una giornata, un giocatore ormai irrinunciabile nello scacchiere di Allegri per la sua capacità di orchestrare il gioco nelle due fasi, la Juventus ha fatto non poca difficoltà a organizzare il gioco nella mediana, ma ha ritrovato in Hernanes un ottima alternativa in grado di poter gestire le situazioni d’impostazione e di copertura.

Ottimo sempre il contributo di Khedira, soprattutto in fase difensiva perché ha dato una grossa mano al brasiliano a sbrigare diverse matasse, capace comunque di rendersi letale anche in zona offensiva, tanto che i suoi gol, come quello di ieri sera del 2-0 al Marassi, non giungono mai casuali. Poi la differenza, come al solito, la fanno sempre i campioni. Dybala ormai, come Tevez negli ultimi anni, fa reparto da solo: parte arretrato e si fa trovare sempre dove serve, creando gioco, inventando assist e, all’occorrenza, finalizzando le azioni. Pogba è tornato a essere Pogba. Conecntrato, tenace, risolutivo. Come nell’occasione del vantaggio juventino. Pescato da un dolcissimo lob di Bonucci stoppa di petto in area, si gira e mette dentro. Cassani può soltanto stare a guardare.

La Sampdoria ha il merito di rimanere sempre e comunque in partita, fino alla fine, quando in extremis Chiellini toglie dalla porta una palla destinata in rete. Sarebbe stato un pareggio anche meritato perché l’undici di Montella, dopo aver fatto una grande densità in mezzo al campo, grazie a quel folletto del calcio che risponde al nome di Fantantonio Cassano era riuscita a dimezzare lo svantaggio. È mancato qualcosa negli ultimi 16 metri alla Samp. Cassano, a volte troppo solo e con un Eder impreciso, non sempre è riuscito a rendersi pericoloso dalle parti di Buffon. Carbonero ha giocato una buona gara, ma è stato costretto a giocare più in contenimento e Soriano ha lasciato troppo presto il campo al suo sostituto Ivan.