Vittoria più sofferta del previsto della Juventus contro un ottimo Chievo per 2-0 e tentativo di fuga sempre più convincente dato che prima del posticipo serale tra Fiorentina e Roma i punti di distanza in classifica tra bianconeri e romanisti salgono a 8. Grande pressione e vantaggio psicologico da parte della squadra allenata da Allegri nei confronti del club giallorosso.

Un plauso agli uomini di Maran va fatto principalmente perché il Chievo, come annunciato dallo stesso allenatore nella conferenza stampa del pre-partita, è arrivato allo Juventus Stadium senza timori reverenziali e ha provato a giocarsela contro un team dalla caratura enormemente più alta, al contrario di tantissimi club che quando si trovano ad affrontare la Juve mostrano troppo spesso un atteggiamento cautelare pensando a difendersi e a non prendere gol, giungendo talvolta a snaturarsi tatticamente. Tutte cose che con il Chievo non sono successe e che anzi, in virtù di un solido e propositivo 4-4-2, la squadra di Maran ha cercato in molti modi di volgere a vantaggio di un gioco concentrato sul pressing alto, rottura del gioco avversario (decisiva la scelta di Cofie in questa chiave al posto di Radovanovic) e ripartenze improvvise.

Chiaro che oltre a certi equilibri tattici, ci vuole tanta corsa e dunque tanta fisicità contro una realtà come la Juventus e il Chievo ha dimostrato di reggere benissimo anche sul piano atletico giocando un primo tempo quasi perfetto, concedendo alla Juve la pericolosità di qualche calcio piazzato con Chiellini. Imbrigliato Tevez dal buon lavoro difensivo dei quattro di reparto più, a turno, Hetemaj e Cofie e così anche tutto il centrocampo juventino, la prima frazione di gioco rimane bloccata sullo 0-0.

Le chiavi tattiche del match sono state la trasformazione da parte di Allegri del 4-3-1-2 in 3-5-2, con l’ingresso di Lichtsteiner al posto di uno spento Vidal e di Padoin al posto di Evra, per allargare maggiormente il gioco sulle fasce, e soprattutto un giocatore di nome Paul Pogba, sempre lui, che a un certo punto ha deciso che era il punto di svoltare la partita e ha ancora una volta stupito tutti con una magia da fuori area, questa volta di sinistro. Suo lo zampino, anzi lo zampone, sul raddoppio di Lichtsteiner perché frutto di un’altra magia, uno stop che uncina la palla in aria e un tiro sulla cui respinta di Bizzarri lo svizzero si è avventato come un aquila. Pogba, sempre più uomo squadra e campione, rappresenta la vera grande differenza tra la Juventus e le altre squadre, segna gol decisivi e strepitosi e infonde fiducia ai compagni ceh en abbisognano come nel caso della sostituzione di Vidal.