Vincere anche a Firenze per la Juventus è un’altra missione compiuta, come portarsi praticamente a casa il quinto scudetto consecutivo e vergare a caratteri dorati pagine importanti della storia del calcio italiano (e non). Erano 80 anni che in casa bianconera non si assaggiava il sapore del successo seriale nell’arco di un lustro. Ma i pentacampioni di adesso naturalmente misurano quell’abisso di lontananza della storia sulla base di una concorrenza un po’ più agguerrita, e tuttavia lasciata a ben 12 punti di distanza.

Manca l’aritmetica, certo ma basterebbe che il Napoli venisse fermato anche con un pari dalla Roma all’Olimpico che la luce di quest’ennesimo scudetto comincerebbe ad abbagliare in maniera nitida e definitiva. Dall’altra parte la Fiorentina non è stata per nulla al gioco. Anzi, ha provato in tutti i modi a rovinare la festa. Un party che, quantomeno al Franchi non s’aveva da fare. Ce l’ha messa tutta e per poco davvero non riesce a rovinare le uova nel paniere bianconero. Ma questa Juve è troppo forte.

Dalla sconfitta col Sassuolo all’andata, non s’è più fermata. Oltre Bologna, solo vittorie. Dovunque e comunque. Come in serata contro la Viola che, oggettivamente non meritava di perdere, per la mole e la qualità di gioco mostrata, per il coraggio e la capacità di giocarsela alla pari contro la squadra più forte d’Italia e una delle più forti in Europa. Non è bastato perché, per l’appunto, questa Juve riesce ad andare anche oltre se stessa e all’erroraccio di Bonucci che regala di fatto il gol del pareggio a Kalinic risponde con la rete immediata di Morata nell’azione successiva al gol subito. E poco importa il rimpallo fortunoso perché la fortuna la Juventus la cerca e la ottiene. Al rigore inesistente su Kalinic (quasi un risarcimento indebito per quello non assegnato nel primo tempo su Marcos Alonso – che poi determina il suo errore sotto misura di testa) risponde un campionissimo con la “C” maiuscola come Gigi Buffon.

Poi c’è stata anche una traversa in extremis, colpita dal solito Kalinic, ma lo ripetiamo: anche la fortuna non è altro che l’ennesima dimostrazione di forza di una Juventus che straordinariamente dopo cinque anni ha ancora fame e tanta voglia di vincere. È una cosa che ormai fa parte del Dna, a meno che cambiando ciclo non  cambi anche questo tipo di mentalità, ma ai vertici della società nessuno pare intenzionato a invertire questo fantastico trend. E da questo punto di vista i tifosi possono dormire sonni tranquilli perché Allegri, Pogba e altri vestiranno ancora per diverso tempo questa maglia vincente.