Il copione del derby d’Italia sembrava quello di un film già scritto e decisamente non da Oscar con la Juventus che avrebbe ripreso la sua marcia trionfale di vittorie consecutive dopo la leggera frenata di Bologna (portandosi comunque a 17 risultati utili consecutivi) e l’Inter che, dopo la parentesi con la Sampdoria, sarebbe calata sempre più a picco. E così di fatto è stato.

E, come durante l’andata delle semifinali di Coppa Italia, sempre allo Stadium, i padroni di casa hanno affossato i nerazzurri senza colpo ferire o, meglio, tramortendola con due “colpi” semplici semplici: una semi-autorete di D’Ambrosio, che si produce in un assist tutt’altro che forzato per Bonucci e un rigore, anche abbastanza dubbio, su Morata (poi decisivo dal dischetto).

L’Inter ci ha messo grinta, muscoli e gambe ma evidentemente contro la Juventus tutto questo non basta. Ci vogliono idee, ci vuole gioco. E sotto questo profilo l’assenza di uno come Brozovic (assente per squalifica) probabilmente ha pesato poiché, in tutta evidenza, l’Inter per tutto il primo tempo e parte del secondo si è buttata avanti alla cieca, producendo poco o nulla contro una squadra organizzata e intelligente come la Juve. Le cose si fanno in sostanza complicate quando sono i giocatori di movimento, specie quelli che occupano il reparto offensivo, a doversi venire a prendere i palloni a centrocampo (come hanno fatto Palacio e poi Ljajic e Perisic nella seconda frazione di gioco).

E, quando si trova di fronte compagini come l’Inter, muscolari e atletiche ma con poca materia grigia, fa bene la Juventus ad essere “conservativa”, raggiungendo i risultati con il minimo sforzo. In fase offensiva ad esempio non è stata una partita impeccabile, per quanto i due davanti e le incursioni di Hernanes, Pogba e Khedira, abbiano prodotto massicce dosi di rischio per la porta di Handanovic. Ma poi ci ha pensato l’Inter mediante un centrocampo spesso impreciso e farraginoso e una difesa il più delle volte addormentata o distratta.

Alla base, oltre a una diversa organizzazione e struttura di squadra, c’è anche una differente mentalità: quelli della Juventus, seppur non tutti in gran serata, danno la vita per ogni pallone, sempre. Ed è una differenza che alla fine si vede e si sente sulla qualità del gioco. Adesso i bianconeri sono a +4 dal Napoli che deve vedersela al Franchi contro la Fiorentina, mentre l’Inter è sopra il Milan di un solo punto, costretta probabilmente a lottare più per l’Europa League che per la Champions.